La protesta della cittadinanza punta il dito contro le carenze del decreto governativo e chiede un’azione unitaria all’amministrazione
La mobilitazione non si ferma e torna a farsi sentire con forza direttamente sotto la sede istituzionale. Oggi Mercoledì 9 settembre, a partire dalle ore 8, la Rete “Pozzuoli esiste ancora” ha dato vita a un presidio di protesta davanti al Comune di Pozzuoli, in via Tito Livio al Rione Toiano. L’iniziativa si inserisce in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale, con un obiettivo chiaro e non più procrastinabile: pretendere risposte concrete e immediate su tre questioni vitali per la sopravvivenza e la dignità del territorio, a partire dalla drammatica condizione degli sfollati, passando per il sostegno reale alle fasce fragili, ai lavoratori e alle attività economiche, fino all’impegno unanime e compatto delle istituzioni cittadine in vista della grande mobilitazione programmata fino a Roma.
Affrontando il nodo più urgente e doloroso, quello delle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa dell’emergenza bradisismica, la Rete sottolinea con forza che, pur consapevoli delle dipendenze dai provvedimenti governativi, «esistono responsabilità e possibilità di intervento che riguardano direttamente il Comune». Diventa così indispensabile attivare, insieme alla Regione e alla Protezione Civile, «soluzioni temporanee dignitose, individuare gli alloggi e le strutture disponibili e predisporre un piano capace di affrontare una situazione che non può più essere considerata di brevissima durata».
Da qui nascono interrogativi precisi rivolti a Palazzo Toledo: «A che punto è l’hub di via Artiaco? Quali sono i tempi e cosa si intende realizzare? Quali soluzioni si stanno predisponendo per le persone attualmente ospitate al PalaTrincone?», ricordando che «gli sfollati hanno diritto non soltanto a un’assistenza nell’immediato, ma a conoscere quale prospettiva viene loro offerta per i prossimi mesi».
Il secondo grande tema al centro della protesta riguarda la quota spettante a Pozzuoli dei 7 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania. La richiesta è che la scelta sull’utilizzo di queste risorse avvenga «attraverso un confronto con la città e con le realtà che stanno vivendo direttamente le conseguenze della crisi», ispirandosi a un percorso di bilancio partecipato, «accompagnato dalla massima trasparenza e da un vero controllo popolare» per dare priorità alle persone più fragili, agli sfollati, alle attività in perdita e ai lavoratori a rischio.
Sul fronte economico, inoltre, si torna a chiedere conto degli impegni presi in passato: «Era stata rappresentata la possibilità di intervenire sulla TARI e sul canone per l’occupazione del suolo pubblico, attraverso esenzioni, riduzioni o altre forme di agevolazione… Ad oggi, tuttavia, queste misure non si sono ancora tradotte in provvedimenti concreti».
Il terzo pilastro chiama direttamente in causa la responsabilità politica e istituzionale di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale: la battaglia non può essere di una sola parte, ma «deve diventare la battaglia di Pozzuoli e dei Campi Flegrei», superando le divisioni per portare unitamente a Roma le richieste della comunità. La mobilitazione, infatti, non si ferma a Pozzuoli: dopo il presidio di oggi, «domani giovedì 10 settembre saremo invece a Napoli, in via Santa Lucia, per portare al Presidente della Repubblica le istanze degli sfollati e del territorio», con l’obiettivo fondamentale che «Pozzuoli deve riuscire a parlare con una voce sola».
Ciro Crescentini
DOCUMENTO UFFICIALE: La lettera aperta consegnata al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri comunali
Al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri comunali di Pozzuoli
In questo agosto che difficilmente dimenticheremo in tanti siamo scesi in piazza per rivendicare il diritto ad un futuro per la nostra Comunità. Ci siamo ritrovati per ribadire con ancora più forza quello che diciamo ormai da tre anni. Abbiamo bisogno di soluzioni abitative per gli sfollati, controlli a tappeto per garantire sicurezza, interventi concreti per l’adeguamento sismico delle nostre case, sostegni ai lavoratori e alle attività produttive, mantenimento dei servizi, dalla scuola ai trasporti, per chi abita in questa terra.
NON CI INTERESSANO GLI SLOGAN. VOGLIAMO RISPOSTE E IMPEGNI CONCRETI.
Alla luce della risposta del Governo assolutamente insoddisfacente nel corso della Cabina di Regia in Prefettura, con particolare riferimento alle misure insufficienti ancora una volta contenute nell’ultimo Decreto per i Campi Flegrei, riteniamo necessario un impegno politico più forte e unitario da parte dell’Amministrazione comunale e dell’intero Consiglio.
Chiediamo innanzitutto un’assunzione di responsabilità chiara sulla situazione degli sfollati, che continua a rappresentare la più urgente delle necessità per la nostra città, affinché siano garantite soluzioni abitative adeguate e tempi certi.
Invitiamo tutti i Consiglieri, il Sindaco e la Giunta ad unirsi alla mobilitazione cittadina sulle rivendicazioni avanzate dal territorio, superando ogni divisione sugli strumenti normativi e concentrando l’azione sulle misure concrete di cui Pozzuoli e i Campi Flegrei hanno bisogno.
Chiediamo che le istituzioni cittadine partecipino insieme alla popolazione alla costruzione di una manifestazione a Roma, per sollecitare l’immediata calendarizzazione della discussione parlamentare sulla conversione in legge del Decreto e sostenere l’accoglimento di tutti gli emendamenti proposti dalla Città.
Riteniamo infine necessario che il Comune apra quanto prima un confronto pubblico con la cittadinanza sull’utilizzo delle risorse, ancora insufficienti, stanziate dalla Regione Campania per il territorio, definendo priorità e modalità di impiego a partire dalle esigenze delle fasce più fragili della popolazione.
L’appello a tutte e a tutti è ad unirsi sulle rivendicazioni e non sugli strumenti normativi (Stato di Emergenza, Legge Speciale, Decreto) sventolati come bandiere, sui bisogni del territorio e non sulle battaglie di posizionamento. Qui siamo nati e qui vogliamo vivere.
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