I punti di contatto in politica estera tra la sinistra anti-guerra e il sovranismo tedesco
È una mossa destinata a ridisegnare i confini tradizionali dello scacchiere politico tedesco. Dopo l’affermazione elettorale in Sassonia-Anhalt, il BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht – Vernunft und Gerechtigkeit) si posiziona stabilmente al centro della scena politica regionale, assumendo il ruolo di vero e proprio ago della bilancia. A rompere ogni indugio è stata direttamente la leader e fondatrice Sahra Wagenknecht, la quale ha confermato senza esitazioni che il suo movimento garantirà i propri voti all’Alternative für Deutschland (AfD) per la guida della presidenza del Parlamento del Land.
Se l’investitura dovesse concretizzarsi, si tratterebbe di un evento senza precedenti a livello nazionale: per la prima volta nella storia della Repubblica Federale, un partito di destra radicale otterrebbe la presidenza di un parlamento regionale. Un traguardo che suggella quel “flirt politico” a cielo aperto intessuto negli ultimi mesi tra la stessa Wagenknecht e la co-leader dell’AfD Alice Weidel, superando le barriere ideologiche che finora avevano separato i due schieramenti.
Cos’è il BSW: una forza di sinistra indipendente e pacifista
Per comprendere la portata di questa svolta bisogna guardare alla natura peculiare del BSW, partito fondato all’inizio del 2024 in seguito all’uscita di Wagenknecht da Die Linke. La formazione si muove in uno spazio politico del tutto originale, definendosi come una sinistra fortemente indipendente, sociale e anti-guerra.
Da un lato, il partito porta avanti le battaglie tradizionali per l’uguaglianza economica: l’aumento delle pensioni, il salario minimo, il controllo sui prezzi degli affitti, il potenziamento del welfare e una tassazione più equa. Dall’altro, adotta una linea di netta rottura rispetto ai dogmi della sinistra liberal-progressista mainstream, distinguendosi per una forte opposizione all’invio di aiuti militari e finanziari all’Ucraina e invocando con fermezza la fine delle sanzioni contro la Russia, insieme a politiche migratorie molto più restrittive.
La strategia e il cambio di rotta istituzionale
Nonostante in campagna elettorale il partito avesse esplorato anche opzioni di dialogo con le forze moderate al fine di arginare l’avanzata sovranista, l’esito delle urne ha cambiato radicalmente le priorità. Wagenknecht ha ribadito la disponibilità a dialogare con chiunque dimostri di voler attuare le riforme auspicate dai cittadini, inclusa la rimozione dell’attuale premier regionale della CDU. “L’elezione di un candidato dipende naturalmente dalla specifica figura proposta. Ma per noi è indiscutibile che l’AfD, in quanto gruppo parlamentare di gran lunga più forte, abbia diritto alla presidenza del Parlamento regionale” – ha dichiarato Sahra Wagenknecht, intervistata dalla rivista Stern.
Nelle intenzioni della leader, questo asse informale non si limiterà a nomine di natura istituzionale, ma punta a costruire maggioranze solide all’interno del Landtag orientate a un radicale cambio di paradigma su dossier chiave: dalla politica energetica (favorendo il ritorno all’import di gas russo) al superamento delle sanzioni, passando per un profondo rinnovamento dell’istruzione pubblica e una revisione radicale del sistema radiotelevisivo statale, accusato di aver censurato le voci sovraniste e critiche nel dibattito pubblico.
I punti di contatto tra la sinistra indipendente e il sovranismo
A dispetto delle diverse origini ideologiche, tra il BSW e l’AfD si registra un’ampia convergenza programmatica su questioni concrete. Entrambe le forze si oppongono fermamente alla transizione ecologica accelerata e alle politiche climatiche percepite come troppo onerose per i cittadini, unendo istanze di tutela sociale interna a una decisa chiusura sui flussi migratori, sui profughi e sui richiedenti asilo.
La mossa in Sassonia-Anhalt certifica dunque la nascita di un blocco politico trasversale e spregiudicato, capace di saldare le istanze economiche popolari della sinistra indipendente con le chiusure identitarie della destra, mettendo sotto pressione i partiti tradizionali dell’arco costituzionale tedesco e inaugurando una fase di profonda ridefinizione sistemica.
Alessandro Manna

