Napoli, vince De Luca: Manfredi candidato sindaco. Rivolta nel M5s

Ora si aprirà il confronto politico alla Regione per definire l’ingresso in giunta dell’ambiziosa capogruppo Valeria Ciarambino. Pronta la poltrona di assessore regionale ai trasporti

L’ex rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Napoli. Dopo il passo di lato, che  aveva fatto una settimana fa, comunicando il suo diniego viste le condizioni di bilancio disastrose del Comune di Napoli, Manfredi è tornato sui suoi passi dopo la stesura di un documento sottoscritto dal Pd, M5 attraverso il quale i partiti di governo si impegnano ad inserire nella prossima legge di bilancio una norma salva-Napoli, che copra, seppur solo in parte, i 5 miliardi di euro di debiti del Comune e alla concretizzazione di un piano straordinario di assunzioni di dipendenti comunali. La candidatura  di Manfredi è sostanzialmente una vittoria del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione ha costretto i vertici nazionali piddini e grillini ad accettare le sue condizioni. Ora si aprirà il confronto politico alla Regione per definire l’ingresso in giunta dell’ambiziosa capogruppo Valeria Ciarambino. Pronta la poltrona di assessore regionale ai trasporti

Valeria Ciarambino e il marito

Ciarambino è una “Pomigliano Boys”, componente del cerchio magico di Luigi Di Maio, studentessa presso il liceo classico Imbriani di Pomigliano D’Arco, lo stesso istituto dove si è diplomato l’attuale ministro degli esteri. Una dei tanti pentastellati baciati dalla fortuna, miracolati dall’antipolitica e dal qualunquismo imperante, vincitori di una sorta di “terno al lotto”.

 La donna è stata recentemente candidata a governatore della Campania nonostante il curriculum riportasse perfino un evento molto particolare: aver salvato un capitone dal cenone natalizio e averlo allevato in una bacinella per mesi. Oggi è capogruppo in Regione Campania del Movimento Cinque Stelle. Anche il marito della Ciarambino, dicono alcuni attivisti infuriati, è stato assunto come assistente al Parlamento europeo dalla capolista voluta da Di Maio, Chiara Gemma.

Il patto consociativo tra Pd e 5 Stelle che sancito la candidatura di Gaetano Manfredi a sindaco è stata propagandata con enfasi da grillini Luigi Di Maio, Roberto Fico e dalla stessa Ciarambino diffondendo locandine-spot sui social. Un patto duramente contestato da attivisti, consiglieri di municipalità, comunali e regionali, da migliaia di elettori e simpatizzanti.

Le pagine social dei cosiddetti “portavoce-deputati” e le chat  sono state prese d’assalto a colpi di critiche.

Significativi alcuni commenti lasciati sulla pagina di Valeria Ciarambino, uno degli esponenti  più contestati: “Abbiamo atteso per mesi di essere convocati dai quattro amici al bar, ma l’invito non è arrivato. Oggi apprendiamo che il rettore Manfredi, ha sciolto le riserve e fiducioso dell’aiuto da Roma, si candida a sindaco persona degna, ma non è stato scelto dai territori. Quindi non è il mio candidato sindaco. Avete tradito i territori” – sottolinea Tina Formisani, consigliera di municipalità.

E Nicola aggiunge: “Politicamente senza un’idea, senza contegno e dignità, uno vale, uno bei tempi meglio perdere con dignità che piegarsi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Vincenzo: “Valeria Ciarambino chi te l’ha chiesto, perché vi arrogate il diritto di scegliere chi ma non eravamo il movimento dove il leader era il programma. Vi auguro di avere zero preferenze così tornate a fare i banchetti che questo è stato il vostro max attivismo, prima di avere la fortuna di entrare nelle istituzioni e adesso ci tradite tutti”.

Durissimo il commento di Antonio:Il problema che una volta eletti dopo non riconoscete più a nessuno se non chi vi conviene siete tutti uguali predicate bene e razzolate male se mai ci dovesse essere qualcuno di sani principi e di buona volontà verrebbe subito ostacolato mi fermo qui”.

Matteo Brambilla

Prendono le distanze dall’accordo i pentastellati Matteo Brambilla attuale capogruppo in consiglio comunale e Maria Muscarà consigliera regionale.

Brambilla si scaglia contro Roberto Fico che ha definito Manfredi “portatore di un modo nuovo di fare politica, un approccio che a me piace molto”.  

E quale sarebbe presidente Fico questo nuovo modo? 24 liste con almeno 40 candidati ogni lista? Quasi 1000 persone per al massimo 24 posti in consiglio con il premio di maggioranza? E a chi resta fuori un bell’assessorato, un bel posto nelle partecipate, qualcuno in città metropolitana? Ah la bella “nuova politica” sento già il profumo, presidente – ironizza Brambilla.  “Un approccio che a me piace molto” e quale presidente? Quello di decidere in un bar, in una stanza rinchiusi, il destino ed il futuro di quei napoletani che nel 2011 e nel 2016 hanno avuto la possibilità di riconoscersi con una X su una scheda elettorale, in una politica diversa, fatta di cittadini che volevano entrare nelle istituzioni per renderle trasparenti, oneste, credibili, e vicine ai bisogni della gente – sottolinea ancora Brambilla – Leggo queste frasi e mi viene in mente uno delle centinaia di politici che sono passati sugli schermi delle televisioni, a ciclo continuo, in questi anni, in uno dei mille programmi di disinformazione politica, e non posso che esserne deluso. Ma la delusione è durata un attimo, poi mi ha preso quel qualche cosa dentro che mi fa sempre ripartire, come ho fatto nella mia vita decine di volte, quando cado. Si, sono più determinato di prima, dopo aver letto queste parole. Ci volevate servi, ci avrete ribelli”

Maria Muscarà

Laconica Muscarà: “Questi signori che hanno avallato il patto non possono più essere considerati nostri portavoce, hanno deciso senza una delega ufficiale”.

E’ lampante l’orientamento della stragrande maggioranza degli attivisti ed elettori delusi del Movimento 5 Stelle napoletano, sosterranno gli altri candidati, in particolare Catello Maresca, Sergio d’Angelo e Alessandra Clemente

Ciro Crescentini

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