Napoli, università “chiusa per lutto”: attivisti in azione all’Orientale dopo strage di immigrati

L’ultima ecatombe nel Mediterraneo dietro l’iniziativa dell’Ex Opg occupato – Je so’ pazzo: manifesti e striscioni nell’ateneo e assemblea pubblica

“Non potevamo fare finta di niente! Ieri altre 400 persone sono morte in mare, e non è possibile che tutto appaia normale, che l’università dove si formano tanti giovani faccia finta di niente. Dobbiamo fermarci un attimo e ragionare, far sentire la nostra voce”. Uno scossone all’indifferenza provano a darlo gli attivisti dell’Ex Opg occupato – Je so’ pazzo. E l’Orientale di Napoli  chiude “per lutto”. Una chiusura simbolica per dire “basta” alle strage degli immigrati sui barconi, dopo l’ultima ecatombe nel Mar Mediterraneo, con centinaia di dispersi al largo delle coste egiziane L’iniziativa vede necrologi sui muri dell’ateneo e uno striscione sul balcone al primo piano di Palazzo Giusso, sede dell’Orientale.

“Da anni – affermano gli attivisti – l’unica risposta che si dá sono politiche securitarie e repressive, dichiarazioni razziste e xenofobe dell’intero arco politico, poste come l’unica soluzione all”emergenza immigrazione’ creata dalle aggressioni militari estere a cui hanno dato vita gli stessi potenti che si arrogano il diritto di respingere uomini e donne. Le immagini del filo spinato di Idomeni, del muro in Brennero, delle coste turche dopo l’indecente accordo siglato da Unione Europea e Turchia – proseguono – le file interminabili di esseri umani che subiscono lacrimogeni, fermi, deportazioni ci dimostrano che tutto questo non funziona e non possiamo più permettere che si vada oltre. Vogliamo che si arresti immediatamente questa violenta e barbara macchina della morte”. L’Ex Opg occupato – Je so’ pazzo invita i cittadini a partecipare oggi alla discussione pubblica all’Orientale per “costruire insieme a noi un grande momento antirazzista il 25 aprile a piazza Mancini”. 

(Foto Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo/Fb)

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