Napoli, Terme licenzia con avallo di Palazzo San Giacomo: oggi prima udienza in Tribunale

Lavoratrici licenziate perchè rifiutarono di firmare verbali di conciliazione che prevedevano la riduzione del 50 per cento dei salari. Sulla vicenda hanno sempre taciuto i consiglieri comunali della cosiddetta sinistra

Oggi alle 10,30 alla sezione lavoro del Tribunale di Napoli si terrà la prima udienza per discutere del licenziamento di una delle due lavoratrici licenziate dalle Terme di Agnano, azienda di proprietà del Comune di Napoli per aver rifiutato di firmare un verbale di conciliazione che prevedeva la riduzione dello stipendio del 50 per cento. Entrambe le dipendenti Terme licenziate sono assistite dalla giuslavorista Giuliana Quattromini. Licenziamenti avallati dal governo cittadino guidato da Luigi de Magistris. Licenziamenti che hanno prodotto alle lavoratrici effetti devastanti sul piano psicofisico al punto da ricorrere alle cure di una struttura sanitaria che si occupa di psicopatologia del lavoro. Una decisione gravissima, contraddittoria, considerato che il primo cittadino  partenopeo si è sempre presentato come paladino dei diritti collettivi, sfilato in corteo e urlato nei cortei, nelle piazze “il potere deve essere operaio” e si è sempre vantato di non aver mai licenziato dipendenti di aziende partecipate. Un capolavoro di demagogia. Sulla vicenda hanno taciuto e continuano a tacere i consiglieri comunali della cosiddetta sinistra politica e movimentista,  l’assessora alle pari opportunità. I consiglieri Marta Matano e Matteo Brambilla del Movimento 5 Stelle sono gli unici esponenti istituzionali che hanno assunto una posizione inequivocabile sulla vicenda.“Il sindaco e la giunta organizzano consigli comunali monotematici per i lavoratori della Whirlpool presentandosi come paladini e difensori dei diritti collettivi e poi avallano licenziamenti, vessazioni, violazioni contrattuali nelle aziende comunali proponendo ai lavoratori verbali di conciliazione che prevedono la riduzione del 50 per cento dei salari e demansionamenti – hanno dichiarato i due consiglieri pentastellati – Un comportamento che stigmatizziamo. Un comportamento ipocrita che offende e umilia la dignità di lavoratrici che hanno svolto dignitosamente il proprio operato con professionalità e senso di responsabilità”.

Ciro Crescentini

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