Napoli Servizi non pagherà più l’affitto a Caltagirone

L’azienda comunale pagava per gli uffici circa 370 mila euro, due piani e 42 stanze ubicati nella “Torre Saverio” al Centro Direzionale. Uno spreco durato per anni. Individuata la nuova sede in piazza Cavour all’interno di un immobile comunale.

Napoli Servizi, azienda di proprietà del Comune di Napoli lascia la “Torre Saverio” nel Centro Direzionale di proprietà del gruppo Caltagirone. Non pagherà circa 370 mila euro per l’affitto di due piani e 42 stanze utilizzati per gli uffici e la sede direzionale della società. Uno spreco che si è alimentato per anni, legittimato dall’indifferenza delle precedenti amministrazioni comunali, dei partiti di maggioranza e di opposizioni e delle organizzazioni sindacali.

La nuova sede dell’azienda comunale è stata individuata in piazza Cavour all’interno di un immobile comunale.

L’inaugurazione oggi alla presenza del sindaco, Gaetano Manfredi, dell’assessore al Bilancio, Pierpaolo Baretta, e dell’amministratore di Napoli Servizi, Salvatore Palma. Il taglio del nastro è stato seguito da un minuto di silenzio in ricordo del vicesindaco Mia Filippone, scomparsa lo scorso sabato, che quando era preside dell’istituto Casanova, ubicato nello stesso edificio, lasciò questi spazi alla Napoli Servizi.

Questa operazione – ha detto Manfredi – rientra nel piano che stiamo mettendo in campo per la riduzione dei fitti passivi che è uno dei nostri obiettivi e nei prossimi anni puntiamo all’azzeramento dei fitti passivi per quanto riguarda gli uffici comunali e delle partecipate. Ma questo trasferimento fa parte anche del piano di riorganizzazione per ottimizzare le risorse e migliorare la qualità  dei servizi che garantiamo alla città ”.


I locali sono stati completamente ristrutturati e resi funzionali dalla società . I lavori hanno interessato un’area di circa 1400 metri quadrati ed hanno riguardato in particolare il rifacimento totale dell’impianto elettrico, idraulico e di climatizzazione, delle reti informatiche e dei servizi igienici.
Oltre la ristrutturazione e l’adeguamento edilizio dei locali.

Siamo davanti a un esempio di rilancio dell’attività delle partecipate – ha sottolineato l’assessore Baretta – non è solo una questione di abbassamento dei fitti, ma rappresenta un’idea del nuovo ruolo di Napoli Servizi. Stiamo andando verso una riorganizzazione delle società partecipate che rientra nel Patto per Napoli e la Napoli Servizi ha un futuro molto importante. Rispetto alla forma organizzativa si aprirà  una discussione”.


Baretta ha ricordato che il Comune di Napoli possiede circa 67mila unità  immobiliari di cui oltre 20mila sono Erp, beni che ”costituiscono una ricchezza ma anche un grosso problema di manutenzione” motivo per cui l’amministrazione per quanto riguarda gli alloggi Erp ha lanciato un piano per dare la possibilità  a chi risiede di acquistare a condizioni agevolate.


Nello stesso edificio in cui è stata trasferita la Napoli Servizi, si sta valutando la possibilità  di realizzare una serie di progetti, con la stessa modalità  operativa, di recupero e di razionalizzazione di ulteriori piani, per un totale di circa 7mila metri quadrati, che potrebbero ospitare fino a 600 postazioni di lavoro da destinare ad uffici comunali, così da permettere ulteriori riduzioni di fitti passivi per l’amministrazione.

Stavamo aspettando questo momento – ha concluso l’amministratore Palma – eliminare questo fitto passivo e ottimizzare gli spazi ci sta già  consentendo di registrare dei risultati. Questo è un punto di partenza e siamo pronti alle sfide che l’amministrazione e il sindaco vorranno portare avanti”

Un buon passo in avanti ma bisogna fare di più per combattere sprechi e ingiustizie. E gli sprechi e le ingiustizie in Napoli Servizi sono tantissimi, complici alcune organizzazioni sindacali: dirigenti aziendali che percepiscono migliaia di euro di “premi di risultato” senza indicare i “risultati raggiunti”, centinaia di promozioni concesse senza criteri trasparenti, demansionamenti, vessazioni e mobbing. Bisogna intervenire rapidamente per rimuovere e smantellare piccoli feudi e sacche di potere politici e clientelari, fabbriche di consenso di alcuni consiglieri comunali.

Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest