Napoli Servizi, i lavoratori ex Napoli Sociale impugnano l’atto transattivo

A novembre i dipendenti firmarono ma si autodenunciarono all’ispettorato del lavoro dichiarando “di accettare la rinuncia ai diritti acquisiti solo perché costretti dalla necessità di non perdere il posto”. Le prime 40 lettere-impugnative sono partite due giorni fa

Come anticipato da “Il Desk” lo scorso 3 Novembre, i 314 lavoratori e lavoratrici ex Napoli Sociale, ora dipendenti di Napoli Servizi, azienda partecipata del Comune di Napoli hanno impugnato l’atto transattivo firmato presso l’ufficio del lavoro, proposto dall’amministratore delegato aziendale Domenica Allocca, sostenuto dal capo di gabinetto comunale Attilio Auricchio. I lavoratori firmarono l’atto transattivo ma si autodenunciarono all’ispettorato del lavoro dichiarando “di accettare la rinuncia ai diritti acquisiti solo perché costretti dalla necessità di non perdere il posto”. Le prime 40 lettere-impugnative sono partite due giorni fa. I lavoratori sono assistiti dalla giuslavorista Giuliana Quattromini e dall’associazione “Rete e Soccorso per i Diritti”. “Con la presente impugniamo ex articolo 2113 codice civile i verbali da noi sottoscritti nel novembre 2016 con le società Napoli Sociale e Napoli Servizi “ – inizia così la nota firmata congiuntamente dalle maestranze e dall’avvocato Quattromini. “Impugniamo detti verbali anche perché per più versi discriminatori, nulli per violazione di norme imperative, in frode alla legge e affetti da motivo illecito unico e determinante, oltre che da annullarsi per vizi della volontà”. Quasi tutti gli operatori socio sanitari sono impegnati nei servizi assistenziali per gli alunni disabili.

Ciro Crescentini

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