Napoli Servizi, 1622 lavoratori in cassa integrazione

 

L’azienda comunale rischia il fallimento

Napoli Servizi, azienda di proprietà del Comune di Napoli ha deciso di collocare 1622 lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione. La sospensione partirà dal prossimo 1 Maggio e durerà 9 settimane. I dipendenti percepiranno circa 800 euro al mese.  L’azienda rischia il fallimento per le troppe esposizioni finanziarie, le promozioni, i cambi di profilo professionale, la nomina di capi e capetti, incentivi e “premi” che avrebbero prodotto molte passività.  Una patata bollente. Una vicenda che sarebbe finita sui tavoli della Procura della Repubblica e della sezione regionale della Corte dei Conti. E non è bastata la riunione di una commissione consiliare comunale svoltasi la settimana scorsa e l’approvazione di un documento che invitava l’amministrazione ad allargare le attività e a modificare il contratto di servizio. Il potenziamento delle funzionalità di un’azienda, tra l’altro, dovrebbero essere parte integrante di un piano industriale che spetterebbe a Napoli Servizi redigere, proporre al governo cittadino e poi essere discusso dal consiglio comunale. Invece, si continua con la farsa, le commedie e le sceneggiate. E non finisce qui. Stando ad alcune indiscrezioni  circa 200 persone starebbero facendo pressione per evitare la cassa integrazione utilizzando la solita parolina magica: “esigenze tecniche e organizzative”. Si tratta di capi, capetti, alcuni sindacalisti aziendali sponsorizzati politicamente che non sarebbero disponibili ad percepire 800 euro al mese e perdere bonus, incentivi e premi vari e mantenere il salario pieno.

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