Il coordinamento dei familiari sulla decisione della Sovrintendenza: “Gesto di scarsa sensibilità”

NAPOLI- “Riteniamo sinceramente incomprensibile l’operato della Sovrintendenza in merito alla rimozione delle foto delle nostre vittime da Palazzo Reale”.
Così il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella commenta la disinstallazione della mostra #noninvano, promossa dalla Fondazione Polis insieme allo stesso Coordinamento e all’associazione Libera.
“Le 106 foto affisse sulla facciata di Palazzo Reale – continua Avella – hanno rappresentato non solo un forte richiamo al senso della memoria degli innocenti uccisi dalla violenza criminale, ma soprattutto un monito per istituzioni e cittadini, spesso distratti, sull’importanza della legalità quale fattore prioritario di crescita del territorio”.  “Vedere i volti dei nostri cari accartocciati a terra come se si trattasse di banalissimi e insignificanti manifesti pubblicitari  – spiega il presidente del coordinamento – ci ha fatto male, molto male. In questo modo è stato calpestato non solo il loro ricordo e il senso profondo del loro sacrificio, ma anche l’impegno di noi familiari, che nonostante tutto continuiamo a credere nel riscatto del nostro territorio”. “Inopportuna e ingiusta – aggiunge Avella – ci appare l’intransigenza della Sovrintendenza, nonostante la tempestiva comunicazione. Ne censuriamo fortemente il gesto, al di la delle ragioni che hanno portato a tale scelta. L’atteggiamento offensivo e la scarsa sensibilità dimostrata non possono non lasciarci perplessi e basiti di fronte al forte degrado e all’abbandono in cui versa il patrimonio artistico napoletano”. “Adesso  – conclude Avella – non è ‘vuota’ solo la facciata di Palazzo Reale, è certamente più ‘vuota’ tutta la città di Napoli, in modo particolare quella che lotta per la legalità e la giustizia”.

 

 

(Foto/Video Fondazione Polis)

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