A causa di un malore costretto a scendere stanotte l’altro manifestante, stremato da due giorni in sciopero della fame e della sete sotto un sole rovente

NAPOLI – Stremato da due giorni in sciopero della fame e della sete sotto un sole rovente, questa notte è dovuto scendere uno dei 2 operai licenziati dal “reparto confino” Fiat di Nola, colto da malore. In piazza Municipio a Napoli resiste invece la protesta dell’altro operaio, ancora sulla gru del cantiere della metropolitana, a 50 metri d’altezza. A lui oggi sono venuti a portare solidarietà gli studenti che manifestavano in corteo contro la riforma della “buona scuola”. L’operaio afferma di voler continuare la protesta fino a quando ”le Istituzioni non prenderanno l’impegno di far svolgere la causa in tempi rapidi”. Alla base della protesta ci sono proprio i tempi lumaca di trattazione della controversia: secondo gli operai la legge prevede che in casi di licenziamento la causa si svolga in tempi brevi, in 40 giorni, mentre nel loro caso la prima udienza è fissata per il 21 maggio, undici mesi dopo il licenziamento. I colleghi gli hanno chiesto all’uomo di interrompere lo sciopero della sete e stanno cercando di convincere le forze dell’ordine a far salire qualcuno per portare al manifestante una bottiglia d’acqua.

(Foto Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat)

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