Clamorosa protesta a Piazza del Gesù poco prima del comizio del centrosinistra: contatti tra disoccupati e forze dell’ordine
Napoli non è un set televisivo per convention politiche. Napoli è carne, sangue e, soprattutto, disperazione sociale. Se ne sono accorti stasera i leader del sedicente “campo largo” – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – arrivati a Piazza del Gesù per la manifestazione “Al lavoro per cambiare l’Italia”. Un titolo che suona come una beffa intollerabile per il centinaio di attivisti del “Movimento disoccupati 7 novembre” che ha tentato di occupare il palco, respinto a fatica dai cordoni di polizia.
Mentre lo stato maggiore del centrosinistra si preparava a dispensare ricette sul salario minimo e sui diritti dei lavoratori dal sapore prettamente elettorale, la piazza urlava una sola parola: “Lavoro, lavoro”. Una contestazione durissima che ha travolto non solo i leader nazionali, ma anche i padroni di casa: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’ex presidente della Camera Roberto Fico. L’accusa dei manifestanti è una condanna senza appello: avete fatto solo promesse.
L’illusione durata un mese: la beffa dei tirocini sospesi
Dietro la rabbia di stasera non c’è una generica protesta, ma lo scandalo concreto del progetto “Disoccupati e inoccupati di lunga durata Napoli”. Una vicenda che fotografa perfettamente l’approssimazione con cui le istituzioni locali gestiscono la vita delle persone.
Dopo anni di lotte, click day, visite mediche e trafile burocratiche, a fine maggio 2026 sembrava arrivata la svolta: circa 500 beneficiari avevano finalmente iniziato i tirocini in uffici comunali, municipalità e aziende partecipate. Altri 700 aspettavano solo il nulla osta. Un’ossigeno vitale per millecento famiglie. L’illusione è durata appena quattro settimane.
Il primo luglio, come una scure, è arrivata la sospensione ufficiale da parte del Ministero. Attività bloccate, nuovi ingressi congelati, indennità sospese. Il motivo? Il sottosegretario Durigon parla apertamente di “rilevanti anomalie amministrative e procedurali”. Gli ispettori ministeriali stanno passando al setaccio tutto: tutor fantasma, sedi ospitanti senza reale capacità organizzativa e il forte sospetto di autocertificazioni fasulle tra i beneficiari. Una gestione dilettantistica che rischia di far perdere definitivamente i 6 milioni di euro stanziati dal governo nazionale.
Il giallo dei 3,5 milioni della Regione: dove sono i soldi?
A rendere lo scenario ancora più opaco si aggiunge il capitolo della Regione Campania. Inizialmente il progetto era dimensionato per 800 persone. Poi, con la solita grancassa propagandistica, Palazzo Santa Lucia aveva annunciato uno stanziamento aggiuntivo di 3,5 milioni di euro per allargare la platea a 1.200 disoccupati.
Quei soldi, denunciano oggi le fonti istituzionali, non si sono mai tradotti in una copertura finanziaria reale. Erano promesse di carta. Un bluff politico giocato sulla pelle di chi non ha un reddito, sbandierato nei mesi scorsi dagli amministratori locali per placare le piazze e oggi svanito nel nulla.
Il cortocircuito della sinistra
Il bilancio della serata di Piazza del Gesù resta impresso nelle immagini dei contatti tra disoccupati e forze dell’ordine sotto il palco. Mostra una sinistra drammaticamente scollata dalla realtà, capace di riempirsi la bocca di parole d’ordine progressiste nei salotti romani, ma incapace di garantire la trasparenza e la tenuta di un progetto di reinserimento locale nella terza città d’Italia.
Mentre Schlein e Conte firmano patti di coalizione, a Napoli il “campo largo” ha già perso. Ha perso la fiducia di chi ha fame, ha perso la credibilità amministrativa e, stasera, ha mostrato il suo vero volto: quello di un’oligarchia blindata dietro i caschi della polizia, mentre fuori il paese reale chiede risposte che nessuno sa più dare.
Ciro Crescentini
