Napoli, Manfredi: “Passività del Comune superano i 5 miliardi. Subito un “patto” o rinuncio alla candidatura a sindaco”

Il governo pronto ad approvare una norma per salvare l’amministrazione partenopea e i comuni a rischio fallimento

Le passività del Comune di Napoli superano i 5 miliardi di euro e Gaetano Manfredi, ex ministro dell’Università dichiara ufficialmente di non essere disponibile ad accettare la candidatura a sindaco in mancanza di un “patto per Napoli” ovvero l’approvazione del governo di una norma ad hoc per evitare il dissesto dell’ente di Palazzo San Giacomo, il fallimento delle aziende partecipate, consentire l’assunzione di dipendenti comunali in sostituzione dei lavoratori andati in pensione e la funzionalità dei servizi. Manfredi ha lanciato un appello al Pd, M5S e Liberi e Uguali per un deciso intervento sul governo perchè apra i cordoni della borsa per il rilancio di Napoli e di tutti i comuni che rischiano il fallimento contabile. L’appello di Manfredi sarebbe stato subito accolto dai vertici del centro sinistra.

Gaetano Manfredi

 “Il Comune presenta una situazione economica e organizzativa drammatica. Le passività superano abbondantemente i cinque miliardi di euro, tra debiti e crediti inesigibili. Le partecipate sono in piena crisi e si prospettano difficoltà  a erogare i servizi. La macchina amministrativa è povera di personale e competenze indispensabili – scrive Manfredi in una lettera inviata ai suoi referenti politici – La capacità  di spesa corrente – prosegue – è azzerata. Siamo, di fatto, in dissesto. Un dissesto che dovrà  essere dichiarato o dal sindaco Luigi de Magistris entro qualche giorno o dal nuovo sindaco a fine anno. Sarei felicissimo se venissi smentito su questi dati drammatici, ma temo che saranno confermati. La conseguenza è che, in queste condizioni della città, il sindaco diventa un commissario liquidatore. I napoletani, legittimamente, hanno aspettative altissime. Ambiscono ad avere trasporti efficienti, strade riparate e pulite, asili nido, centri per gli anziani, impianti sportivi, parchi pubblici e condizioni di vita quotidiana adeguate ai migliori standard nazionali e internazionali. E questa è soltanto l’ordinaria amministrazione. Ma chiedono anche altro, vogliono evolvere verso la trasformazione digitale, il turismo sostenibile, l’economia circolare, i diritti di cittadinanza. Ambiscono a fare di Napoli, seppur mantenendo tutte le sue formidabili tipicità, una città europea a pieno titolo come è stata sempre nella sua storia” – ha sottolineato Manfredi.

Giuseppe Conte

I pentastellati e i piddini non mollano  Manfredi,  convinti che già si possa garantire la rinascita di Napoli e il rilancio delle città  italiane con fondi ad hoc. E nelle ultime ore  anche  Giuseppe Conte ha benedetto la candidatura di Manfredi per la poltrona di Palazzo San Giacomo e fatto  la rassicurazione più forte: “Il M5s sarà  in prima fila per portare avanti questo ‘Patto per Napoli’ e per realizzare questo intervento legislativo di riequilibrio, che anzi intendiamo estendere anche alle altre città metropolitane. Ci batteremo fino in fondo per perseguire questo obiettivo ed evitare che i più deboli paghino le più alte conseguenze della crisi pandemica” – ha affermato Conte. “In questi giorni – racconta Conte – ho sentito più volte Gaetano Manfredi, che ho voluto Ministro dell`Università  e della Ricerca, al quale mi legano rapporti di stima e amicizia personale. E` una eccellente espressione della società civile. Mi ha anticipato la sua posizione, che condivido pienamente. I napoletani, in linea con la loro grande storia, rivendicano una città europea, con servizi adeguati ai migliori standard, che sia protagonista della transizione ecologica e digitale. La sua denuncia sul dissesto, sui vincoli di bilancio e sulla prospettiva di mera liquidazione che compromettono il futuro del Comune di Napoli, merita una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Il suo richiamo al ‘principio di realtà nasconde amore per la città e un senso nobile della politica, che non illude i cittadini e prospetta soluzioni concrete”.

Graziella Pagano

Manfredi è stato rassicurato da un altro napoletano doc , il presidente della Camera Roberto Fico che ha osservato: “Il tema del dissesto finanziario del Comune deve riguardare tutti i partiti politici, nessuno escluso. Da destra a sinistra al Movimento 5 stelle”.

Sulle questioni sollevate da Manfredi si è soffermata Graziella Pagano, coordinatrice di Italia Viva Napoli e della Direzione nazionale.Stimo molto Gaetano Manfredi e condivido la preoccupazione che ha espresso nella sua lettera. Il tema del salva comuni deve certamente impegnare tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Non è certo una battaglia che può riguardare solo una parte. Tuttavia lo stesso Gaetano ha ricoperto, peraltro egregiamente, il ruolo di Ministro durante la prima fase della pandemia. Sa benissimo dunque quali sono le difficoltà  che bisogna affrontare quando si è chiamati ad assumere un ruolo istituzionale” – ha affermato  Graziella PaganoPremesso che spero che la norma che Gaetano ha sollecitato venga approvata in tempi rapidi, non possiamo continuare a discutere dei problemi della città senza sciogliere definitivamente il nodo della sua disponibilità  a candidarsi. Nella sua lettera, in questo senso, c’è un elemento di ambiguità che va chiarito. Quello di Manfredi è un No definitivo? Nel frattempo che questa nodo venga sciolto, penso sia indispensabile riunire il tavolo del centrosinistra per un confronto urgente serrato e definitivo. In mancanza di una candidatura davvero unitaria, ripeto che per Italia Viva l’unica possibilità di uscire dal pantano sono le primarie. Noi siamo pronti” conclude Pagano.

Il “messaggio” dall’ex rettore dell’Università Federico II sarebbe stato raccolto dall’esecutivo nazionale guidato da Mario Draghi, orientato ad approvare una norma ad hoc per superare il rischio dissesto di 1400 comuni italiani, tra cui le amministrazioni di Napoli e Torino. Un intervento necessario a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha messo a rischio i conti degli enti locali cancellando di fatto la possibilità di restituire alcune anticipazioni di liquidità in 30 anni. Secondo fonti di Palazzo Chigi, dopo il tavolo organizzato dalla viceministra all’economia Laura Castelli, tutti i partiti politici, l’Anci e le forze politiche stanno lavorando ad un testo da inserire già nel prossimo Decreto Sostegni.

Ciro Crescentini

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