Napoli, le promesse di Salvini: “In Campania la Tav, 5 termovalorizzatori, via il Rdc”

Per la prima volta niente manifestanti contro il leader leghista, ma scritte offensive. Militanti contestano i giornalisti. E lui: “Vi libererò da de Magistris, De Luca e Di Maio”

Prima di consegnarsi al rito dei selfie coi fan, gli fanno notare come non ci siano contestatori, per la prima volta a Napoli. “C’è voglia di buongoverno, in questa regione abbiamo già 200 amministratori locali” risponde Salvini. In realtà un’accoglienza ostile c’è per il capo leghista: insulti spray sui muri del cinema Metropolitan (“Napoli ti schifa”), coperti prima del suo arrivo. Ma è poca roba, rispetto all’assalto antagonista degli ultimi anni. Guerriglie sfociate pure in un processo per gli incidenti a Fuorigrotta del 2017. “Libereremo la Campania dal malgoverno dei De Luca, dei de Magistris e dei Di Maio – annuncia lui ai simpatizzanti-. Voglio una regione che pensi alla grande, non rinchiusa nel recinto dei tre moschettieri sfigati”.  Somiglia ad una manifestazione elettorale, ma in realtà questa è una conferenza stampa. Il leader presenta il neo cooordinatore regionale della Lega, l’ex sottosegretario all’interno Nicola Molteni, ed il multisala di Chiaia è gremito da militanti. A farne le spese sono le domande sgradite. La cronista di Repubblica, Conchita Sannino, si becca della “provocatrice” e della “Gad Lerner in gonnella” dalla platea. Chiedeva a Salvini dell’inchiesta anticamorra di Avellino, dove è indagato il segretario provinciale del Carroccio, ora autosospeso. Mugugni anche per chi domanda del Russiagate, e per l’inviata de La7, solo per aver nominato la tv di Cairo. Sul caso Irpinia, Salvini si mostra serafico: “Abbiamo allontanato per tempo chi ritenevamo di dover allontanare, poi ci sono indagini in corso, anche io sono indagato per sequestro di persona…”. L’impressione è di una vicenda rubricata a incidente di percorso. Anche perché Salvini vuole un timbro “legge e ordine”, per la sua tappa napoletana. “Quelli che hanno problemi con la giustizia stiano lontani dalla Lega.- intima -La prima cosa che chiediamo ai nostri candidati è di combattere contro la camorra che è una merda da estirpare senza se e senza ma”.

Ma il refrain sono le amministrazioni locali. “Leggo – dice – che de Magistris sta facendo l’ennesimo rimpasto e in odor di giunta pare ci sia una signorina dei centri sociali, compita, che in passato su Facebook mi scrisse ‘te la diamo noi una lezione bastardo’. Poi siamo noi quelli pericolosi”. Parla della consigliera comunale Eleonora De Majo, del gruppo DemA. “Io penso che Napoli meriti di meglio – attacca Salvini -, che i quartieri meritino di meglio. Al Vasto, che quasi avevo adottato da ministro togliendo la metà degli immigrati, tutto è tornato come prima”. Ma ne ha pure per il governatore De Luca, archiviando il vecchio idillio. “In Campania vareremo un piano rifiuti – assicura – che libererà la Regione da una perenne emergenza che intossica cuore e polmoni”. La ricetta leghista è nota: “La differenziata ma anche la valorizzazione del rifiuto, con un termovalorizzatore per ogni provincia. Ad impatto zero, come quello di Copenaghen”. E poi lancia sospetti:  “Ho il dubbio che tenere la Campania sotto scacco dei rifiuti non sia incapacità, ma complicità, perché a qualcuno fa comodo”. Glissa sul candidato del centrodestra, che i rumors assegnano a Berlusconi, negli accordi nazionali: ” Prima la squadra e il programma, poi il nome. Se poi da Forza Italia arriverà un nome di battaglia ben venga”. Un indizio, però, si coglie. Salvini chiama l’applauso per l’ex rettore di Salerno, Aurelio Tommasetti, seduto in prima fila. Il capo leghista ai campani non promette solo inceneritori, ma anche l’alta velocità Napoli-Bari e “porti al’altezza, non per raccattare migranti come vorrebbe de Magistris, ma per il turismo che paga”. Piani ritenuti a portata di mano, tornando al governo, dopo il Conte bis (“Ha i giorni contati”). Incontra, inoltre, i comitati anti abbattimenti di case abusive, senza sbilanciarsi (“Diremo i sì che vanno detti e i no che vanno detti”). Ma non ha remore sul pronostico: “Sono convinto che a maggio ci sarà una sorpresa straordinaria, e De Luca e De Magistris potranno chiedere il reddito di cittadinanza”. Quello che forse medita di cancellare, una volta acciuffati i “pieni poteri”: “Non penso ad una Campania seduta ad aspettare” la misura di sostegno al reddito.

Gianmaria Roberti

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