La direzione sanitaria ha chiesto al 118 di dirottare le ambulanze in altre strutture
Mentre a livello nazionale il governo di Giorgia Meloni continua a stanziare milioni di euro per finanziare la guerra in Ucraina, questa mattina l’ospedale Cardarelli di Napoli ha dovuto fermare i ricoveri al Pronto Soccorso per sovraffollamento. Oltre cento persone si sono presentate alla struttura sanitaria collinare costringendo la direzione a sospendere le attività. I fatti sono stati resi noti dalla Cgil Funzione Pubblica di Napoli. Sono 74 al momento i malati in barella.
Dalla direzione dell’ospedale si apprende che è stato chiesto al 118 di dirottare in altre strutture le ambulanze, mentre vengono accolti i pazienti in condizione di urgenza che si rechino autonomamente al pronto soccorso. Lo stop dei ricoveri programmati ha permesso di liberare posti in vari reparti, riducendo la criticità e i tempi di attesa in una giornata non semplice per i medici dell’emergenza chiamati a gestire da stamattina sei ricoveri in codice rosso e 47 casi in codice giallo.
“Chi aveva il ricovero programmato per oggi – spiegano dal vertice aziendale – è stato rinviato, così possiamo coinvolgere al meglio l’intero ospedale nel sostegno al pronto soccorso colpito da un iper-afflusso. Oggi solo fino alle 15,30 abbiamo avuto 165 accessi, ieri 190, l’altro ieri sono stati superati i 200. Parliamo quindi di una media di 200 pazienti al giorno che mette in difficoltà il pronto soccorso e l’osservazione breve. Per questo abbiamo chiesto al 118 di non portare altri pazienti da noi, se non ci sono patologie che richiedano l’intervento specialistico del Cardarelli. Quindi non possiamo definire chiuso il pronto soccorso“. Dalla direzione sottolineano anche che “si tratta di una situazione di difficoltà dei pronto soccorso in tutta Italia. Se mancano i medici, come avviene oggi, resta difficile potenziare l’offerta, soprattutto nella Campania che ha meno posti letto di altre regioni”.
Dura la reazione della Cgil Funzione Pubblica. “Dobbiamo costatare – spiegano dalla segreteria sindacale – nuovamente il blocco dei ricoveri in ospedale per la completa saturazione del pronto soccorso, nonostante l’apertura del nuovo Pre-Triage benedetto soltanto ieri dal Vescovo di Napoli e celebrata come se fosse stata la soluzione organizzativa risolutiva di problemi atavici”.
La Cgil evidenzia “la totale assenza di una visione per la risoluzione del problema barelle” e spiega che “giungono da numerosi iscritti ancora una volta segnalazioni sulla gravissima situazione nella quale versa il Pronto Soccorso e l’Osservazione Breve Intensiva dove il numero di barelle è ormai fuori controllo con tutti gli spazi occupati e dove pazienti e lavoratori scontano su diversi versanti un disagio intollerabile”
“Sarebbe il caso – spiegano dalla Cgil Fp di Napoli – di smettere di negare l’evidenza e di mettere invece in campo iniziative per affrontare questa gravissima criticità attraverso il confronto e il concorso di chi conosce i problemi e può dare un contributo costruttivo. Questa organizzazione sindacale per tempo ha denunciato quanto purtroppo si sta verificando in un silenzio assordante e avendo come riscontro una totale negazione dei fatti che di conseguenza ci rendeva, agli occhi dei decisori aziendali e regionali, come minimo dei mistificatori.
“Potete ingannare qualcuno per tutto il tempo o tutti per qualche tempo. Ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo – sottolineano ancora i dirigenti sindacali – Crediamo e speriamo che l’ora della propaganda sia finita e che inizi finalmente l’ora della responsabilità, della serietà e del confronto costruttivo per migliorare le condizioni assistenziali e lavorative. Fate presto“.
Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale Maria Muscarà. “Che la crisi dei Pronto Soccorso ci sia è sotto gli occhi di tutti, ma con essa anche l’ipocrisia di dirigenti e assessori assenti, qualche giorno fa, proprio all’audizione dei Pronto soccorso, in cui medici ed infermieri hanno denunciato il rischio di prossime chiusure di altre strutture ricordiamo, pubbliche – ha evidenziato Muscarà – In questo intervento ho provato a dare un po’ di giustizia alla signora del San Giovanni Bosco; ho ribadito che sarebbe stato opportuno vedere De Luca ai funerali, come lo vediamo presente alle manifestazioni per le inaugurazioni delle cliniche private chiamante Hospital; se continuiamo di questo passo chiuderanno i Pronto soccorso pubblici e vedremo sempre più De Luca tagliare i nastri di Pronto Soccorso privati che nessuno potrà permettersi“
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