Lenzuola bianche e nomi di bambini palestinesi massacrati dagli israeliani
Un lungo elenco di nomi, quelli dei bambini e dei giovani uccisi nella Striscia di Gaza, ha dato inizio al flash mob tenuto alla Rotonda Diaz sul lungomare di Napoli. L’evento, promosso da Life for Gaza e dalla Comunità Palestinese della Campania, ha visto distesi al suolo circa duemila partecipanti, simbolicamente coperti da lenzuola bianche, a rappresentare le migliaia di vittime civili: bambini, donne, uomini, giornalisti, medici, infermieri, operatori umanitari.

L’iniziativa, dal titolo “Tutti giù per terra: per Gaza, contro il genocidio”, ha registrato la presenza dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, tra i sostenitori dell’evento, insieme a rappresentanti sindacali e del mondo dell’associazionismo.
Alle 19:45, una sirena antiaerea è risuonata dagli altoparlanti di un furgone dell’organizzazione, seguita da rumori simulati di bombardamenti e grida di terrore, in un’atmosfera intensa che ha colpito anche i tanti cittadini e famiglie presenti in passeggiata sul lungomare.

Sventolavano numerose le bandiere palestinesi, mentre tra gli interventi finali, Susan Fatayer, portavoce della comunità palestinese in Campania, ha dichiarato: “A Gaza dovrebbero sentirsi i suoni della vita, invece oggi si sente soltanto il rumore della morte”.
Omar Suleiman ha invece rivolto un appello diretto all’amministrazione cittadina: “Chiediamo al sindaco di Napoli una presa di posizione chiara e netta contro il genocidio”.

Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, ha commentato così l’iniziativa: “Questo flash mob è un grido potente contro l’eccidio che si consuma in Palestina. Un popolo stremato, affamato, senza cure mediche, con 70 mila morti e innumerevoli feriti. Da Napoli parte un messaggio di solidarietà forte, per dire basta alla guerra e al genocidio. I palestinesi hanno diritto alla libertà, alla giustizia e a una patria”.
Anche la Uil Napoli e Campania, con il segretario generale Giovanni Sgambati e la segretaria regionale Camilla Iovino, ha voluto esprimere la propria posizione: “Oltre sessantamila civili sono stati uccisi, tra cui ventimila bambini. Le bombe hanno raso al suolo case, ospedali, scuole, vite intere. È una strage di innocenti. Occorre fermare immediatamente la violenza, garantire il passaggio degli aiuti umanitari e avviare negoziati seri per riconoscere anche lo Stato di Palestina. È tempo di trattative responsabili, per la pace, per la vita, per l’umanità”.
De Magistris: “Napoli non resti indifferente, o si sta con gli oppressi o con gli oppressori”
Tra i promotori del flash mob “Tutti giù per terra”, l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la mobilitazione di fronte a ciò che ha definito “una tragedia umanitaria e un vero e proprio genocidio”.
“Napoli – ha ricordato – è stata la prima città in Europa, insieme a Life for Gaza, a organizzare un concerto di solidarietà per il popolo palestinese e tante altre iniziative di sostegno. In un contesto in cui i governi restano inerti, sono i popoli a rappresentare l’unica speranza per spezzare l’assedio su Gaza. E Napoli, con la sua storia di impegno civile, ha un ruolo significativo in questa battaglia”.
De Magistris ha poi riflettuto sul potere dell’azione collettiva: “Cambiare il mondo forse non è semplice, ma lottare per farlo è un dovere morale. Restare in silenzio equivale a diventare complici. I potenti della Terra stanno permettendo questo massacro che oggi avviene sotto gli occhi di tutti, in tempo reale, a differenza del passato quando l’assenza di mezzi di comunicazione rendeva le stragi invisibili”.
L’ex primo cittadino ha espresso orgoglio per la risposta della città: “Napoli, ancora una volta, ha dimostrato di avere un’anima solidale e una sete profonda di giustizia. Già nel 2013, durante il mio mandato, siamo stati la prima amministrazione in Italia a riconoscere lo Stato di Palestina. La recente mozione del Consiglio Comunale per interrompere i rapporti con Israele va in continuità con quell’impegno e dovrebbe servire da stimolo anche per l’attuale sindaco”.
Non sono però mancate critiche all’atteggiamento dell’attuale amministrazione: “Purtroppo – ha aggiunto – il sindaco ha assunto una posizione contraria a quella che sarebbe necessaria. In alcuni casi si è addirittura schierato apertamente con chi provoca, come accaduto con il caso della ristoratrice di piazza Santa Chiara, mentre oggi continua a esitare, mostrando una pericolosa indifferenza. E l’indifferenza, di fronte a un genocidio, non è una zona neutra: è complicità”.
Infine, de Magistris ha concluso con un messaggio netto: “Non esistono vie di mezzo. In situazioni come questa, o si sceglie di stare dalla parte degli oppressi o si finisce per sostenere, anche involontariamente, gli oppressori. Restare equidistanti è ancora peggio, perché legittima chi commette violenze nel credere di avere il silenzio di parte delle istituzioni”.
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