Napoli: il teatrino di via Verdi, in scena la commedia dei consiglieri comunali

Le firme necessarie non saranno mai raccolte per opportunismo politico ed esigenze “economiche”.

Oggi, la sede del consiglio comunale di Napoli si è ancora una volta trasformata in un teatrino, puntuale è andata in scena la solita commedia. Protagonisti una buona parte dei consiglieri comunali della maggioranza e dell’opposizione. La seduta si è sciolta per mancanza del numero legale dopo ore di interventi inutili e di nauseante retorica. Autentica sceneggiata si sono rivelate le dimissioni-farsa che avevano l’obiettivo di far cadere l’amministrazione guidata da Luigi de Magistris prima della scadenza naturale fissata per la primavera 2021. Solo sette consiglieri hanno firmato il documento, redatto alla presenza del notaio Giampiero de Cesare:  Stanislao Lanzotti (FI), Marco Nonno e Andrea Santoro (Fdi), Vincenzo Moretto (Lega), Aniello Esposito e Salvatore Madonna (PD) e Domenico Palmieri (Napoli popolare). A loro – a quanto riferito dai promotori dell’iniziativa – nei prossimi giorni dovrebbero aggiungersi Mara Carfagna e Salvatore Guangi (FI) e Federico Arienzo (PD). Per far decadere l’amministrazione sono necessarie 21 firme. Il primo firmatario e promotore della raccolta firme è stato il capogruppo di Forza Italia, Lanzotti. Le firme necessarie non saranno mai raccolte per opportunismo politico ed esigenze “economiche”. E tanti esponenti consiliari non hanno interesse a sciogliere il consiglio comunale.  Il motivo è molto semplice. Moltissimi consiglieri della maggioranza e dell’opposizione candidati alle prossime elezioni regionali hanno la possibilità di gestire “comodamente” la campagna elettorale a costo quasi zero utilizzando le strutture comunali, gli uffici, le attrezzature, gettoni di presenza, i fondi economali per acquistare carta e cancelleria. E non solo. Avranno a disposizione almeno 2 dipendenti comunali distaccati con funzioni di segreteria, telefoni, computer, internet.  “Nessun candidato alle regionali rinuncerà a questi vantaggi e privilegi, considerato che in caso di scioglimento del consiglio comunale dovrà affittare per almeno tre mesi un ufficio, stipulare un contratto telefonico” – spiega un dipendente comunale distaccato in via Verdi –  Altri consiglieri comunali sono interessati ad arrivare fino alla fine della consiliatura consapevoli di non essere più rieletti”.  Dunque, nelle prossime settimane il sipario del teatrino continuerà ad alzarsi per mandare in scena gli show, le commedie, le mozioni di sfiducia patacche. Alla fine vincerà il solito partito trasversale dei consiglieri di tutti i gruppi consiliari che ha l’obiettivo comune di difendere poltrone e gettoni per il maggior tempo possibile

Ciro Crescentini

Foto copertina Velia Cammarano, ufficio stampa Comune di Napoli

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