L’incontro con Cirielli nel segno del rispetto istituzionale. Il caso Cisl–Fico infiamma la polemica sulla neutralità degli enti bilaterali
Si è svolto oggi a Napoli, nella sede dell’ACEN – l’Associazione Costruttori Edili partenopea – l’incontro con Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Campania. L’appuntamento, ospitato a Palazzo Ruffo della Scaletta, è stato aperto dal presidente dell’associazione Angelo Lancellotti e ha visto la partecipazione dei vertici di Ance Campania e delle associazioni territoriali della filiera delle costruzioni.
Nel corso del confronto, al centro del dibattito sono stati posti i grandi temi strategici per il futuro della regione: gli investimenti infrastrutturali, la pianificazione urbanistica, il partenariato pubblico-privato e il ruolo di Napoli come traino dello sviluppo campano.

“L’edilizia rappresenta da sempre il motore dell’economia locale e nazionale. Incontrare oggi i costruttori edili dell’Ance ha un grande valore, per il lavoro che ci attende nel futuro della Campania. Il tessuto produttivo della città di Napoli e dell’intera Regione va ascoltato e sostenuto. Con loro vanno immaginati corridoi di sviluppo che consentano crescita economica, sociale e soprattutto occupazione per le giovani generazioni”, ha dichiarato Edmondo Cirielli a margine dell’incontro.
Il presidente dell’ACEN, Angelo Lancellotti, ha sottolineato “l’attenzione e la disponibilità di Cirielli nei confronti delle tematiche che caratterizzano la filiera delle costruzioni”. “Nel solco della tradizione dell’ACEN – ha aggiunto – abbiamo assicurato il nostro contributo di idee e proposte, con l’obiettivo condiviso dello sviluppo sociale ed economico dei nostri territori”.
Un incontro dunque istituzionale, trasparente e aperto al confronto, come da consuetudine dell’associazione dei costruttori, che ha sempre mantenuto un profilo di neutralità e servizio verso tutte le forze politiche, nel rispetto del proprio ruolo rappresentativo.
L’incontro con Cirielli nel segno del rispetto istituzionale. Il caso Cisl–Fico infiamma la polemica sulla neutralità degli enti bilaterali
Ben diverso il quadro che si è registrato il 4 novembre scorso presso il Formedil Napoli, dove si è tenuto un incontro organizzato dalla Cisl con il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione, Roberto Fico.
Nulla di male, se non fosse che il Formedil non è una sede di partito né un circolo politico, bensì un ente bilaterale paritetico, finanziato con risorse provenienti da imprese, lavoratori e fondi pubblici regionali.
Il suo statuto parla chiaro: formazione, sicurezza sul lavoro, qualificazione professionale. Non propaganda elettorale. Utilizzare aule, laboratori o auditorium per iniziative di carattere politico rappresenta un uso improprio di strutture che dovrebbero restare rigorosamente neutrali e dedicate esclusivamente alla crescita professionale del comparto edile.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: la Cisl ha pagato per l’uso della struttura? Esiste un contratto, una delibera o un’autorizzazione formale che giustifichi l’evento? E se sì, sarà garantita la stessa possibilità a tutti i candidati, per tutelare la parità di accesso e la trasparenza?
Fino a quando questi interrogativi non troveranno risposta pubblica, rimarrà il sospetto di un vantaggio politico indebito ottenuto grazie a un bene collettivo.
La differenza di comportamento è evidente: mentre l’ACEN ha accolto Edmondo Cirielli nella propria sede associativa – autonoma, privata e da sempre aperta al dialogo con ogni schieramento – la Cisl, al contrario, rischia di aver trasformato un ente bilaterale in strumento di campagna elettorale, minando la fiducia che lavoratori e imprese ripongono in tali organismi paritetici.
Gli enti come il Formedil esistono per rappresentare la collaborazione tra sindacati e imprese, non per prestare il fianco alla politica. Il loro valore sta proprio nella neutralità e nella credibilità. Se questa viene meno, si incrina un equilibrio costruito in decenni di lavoro comune.
Per questo serve chiarezza immediata: il Formedil e la Cisl dovrebbero rendere pubblici gli atti di concessione della sala, specificando eventuali costi, modalità e criteri di autorizzazione. In caso contrario, spetterà alle autorità competenti – Regione, ANAC, Cassa Edile – verificare eventuali irregolarità nell’uso di risorse condivise.
Chi gestisce beni comuni e fondi pubblici non può comportarsi come se fossero privati. La politica può e deve entrare nei luoghi del lavoro e della formazione, ma solo nel rispetto della trasparenza e dell’imparzialità.
Tutto il resto è un abuso morale e istituzionale, che danneggia non solo un ente, ma l’intera fiducia dei lavoratori nel sistema bilaterale.
Le reazioni di Maria Muscarà e Salvatore Ronghi
Dopo la pubblicazione dell’articolo de Il Desk e il clamore suscitato dall’incontro del 6 novembre, sono arrivate le prime prese di posizione politiche. La consigliera regionale Maria Muscarà e il presidente di Sud Protagonista, Salvatore Ronghi, hanno definito «gravissimo» l’utilizzo dell’auditorium del Formedil per fini elettorali, richiamando il principio di neutralità che deve contraddistinguere ogni ente paritetico.
In una nota congiunta, Muscarà e Ronghi hanno chiesto “massima trasparenza e rispetto delle regole”, ricordando che strutture finanziate con fondi collettivi non possono essere utilizzate “per fare campagna elettorale o per favorire un singolo schieramento politico”.
Entrambi hanno inoltre stigmatizzato “l’impiego della scorta, che deve servire a garantire la sicurezza delle istituzioni, non a scortare candidati in eventi di parte”.
La vicenda, ormai ribattezzata “caso Formedil”, solleva questioni più ampie sulla gestione dei fondi pubblici e sulla salvaguardia della neutralità degli enti bilaterali, temi che, come sottolineano i due esponenti, richiedono l’intervento delle autorità di controllo competenti, a partire da ANAC e Regione Campania.
Ciro Crescentini
