Scontro con la Regione Campania, debiti e cantieri della ricostruzione al centro della crisi
La crisi che scuote la Fondazione Idis–Città della Scienza apre uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni per il polo scientifico di Bagnoli. Le dimissioni del presidente Riccardo Villari e della vicepresidente Giuseppina Tommasielli hanno infatti innescato un terremoto istituzionale che arriva proprio mentre si attende l’avvio dei lavori per la ricostruzione definitiva dello Science Centre, distrutto dall’incendio del 2013.
La decisione dei due vertici è stata comunicata ufficialmente alla Regione Campania, socio di maggioranza della Fondazione, attraverso una Pec indirizzata a Palazzo Santa Lucia. Nella nota diffusa il 27 maggio, la Regione ha confermato di aver preso atto delle dimissioni, ringraziando Villari e Tommasielli per il lavoro svolto durante il loro mandato e annunciando l’avvio delle procedure previste dallo statuto per garantire continuità amministrativa e gestionale.
L’obiettivo dichiarato è evitare vuoti di governance in una fase ritenuta strategica per il futuro di Città della Scienza, considerata uno dei principali centri italiani dedicati alla divulgazione scientifica, alla formazione e all’innovazione tecnologica. La Regione ha inoltre assicurato che le prossime nomine saranno coerenti con gli indirizzi già adottati per fondazioni, enti e società partecipate.
Dietro l’addio dei due dirigenti, però, si profila uno scontro molto più profondo. Secondo quanto emerso, Villari e Tommasielli avrebbero rassegnato le dimissioni per “giusta causa”, maturate al termine di settimane di tensioni interne e divergenze sulla gestione dell’ente. Al centro delle polemiche ci sarebbe il presunto mancato versamento delle ritenute fiscali relative ai dipendenti, circostanza che avrebbe acceso il confronto con la Regione Campania.
Dalla Fondazione, tuttavia, viene respinta qualsiasi lettura allarmistica sulla gestione economica. La linea difensiva richiama una crisi di liquidità che si trascina da anni e un debito storico vicino ai 20 milioni di euro, sottolineando però che gli stipendi dei lavoratori sarebbero stati sempre garantiti regolarmente.
Il quadro economico resta comunque estremamente fragile. Da tempo Città della Scienza vive in equilibrio precario, sostenuta principalmente dai finanziamenti pubblici e dagli introiti delle attività museali. Le principali entrate derivano infatti dai contributi regionali, dai fondi ministeriali e dagli incassi del museo Corporea, che continua a registrare circa 200mila visitatori l’anno. Risorse che, secondo diverse ricostruzioni, non sarebbero però sufficienti a colmare l’esposizione finanziaria accumulata nel tempo.
A rendere ancora più complessa la situazione c’è anche un nodo giuridico mai completamente risolto: la definizione della natura stessa della Fondazione. In ambito istituzionale resta aperto il confronto sulla qualificazione di Città della Scienza come semplice ente partecipato oppure come struttura direttamente controllata dalla Regione Campania. Una distinzione tutt’altro che formale, perché da essa dipendono strumenti finanziari, possibilità di intervento pubblico e margini di eventuale salvataggio economico.
L’incertezza arriva inoltre nel momento più delicato per il rilancio del polo di Bagnoli. Dopo anni di rinvii, il progetto esecutivo per la ricostruzione dello Science Centre — dal valore di circa 22 milioni di euro — è ormai alle porte e l’avvio dei cantieri rappresenta un passaggio decisivo per restituire piena operatività al complesso.
La storia recente di Città della Scienza resta inevitabilmente segnata dal rogo del 4 marzo 2013, che distrusse gran parte della struttura originaria. Nonostante quel colpo durissimo, il polo scientifico riuscì a ripartire rapidamente, riaprendo parte delle attività già poche settimane dopo l’incendio e mantenendo nel tempo operative diverse aree del complesso, tra cui Corporea, il planetario e gli spazi dedicati al mare e agli insetti.
Oggi, però, il futuro della Fondazione entra in una nuova fase di forte instabilità. Nei prossimi giorni potrebbe essere convocata l’assemblea dei soci fondatori insieme ai rappresentanti istituzionali di Regione Campania e Comune di Napoli per individuare il nuovo management e garantire continuità alle attività.
Nel frattempo cresce la preoccupazione tra lavoratori, collaboratori e operatori culturali legati alla struttura. Proprio per questo, nella sua comunicazione ufficiale, la Regione ha voluto ribadire che la tutela occupazionale resta una priorità assoluta, assicurando l’impegno a costruire “un futuro stabile e positivo” per Città della Scienza e per tutte le professionalità che ruotano attorno al polo scientifico di Bagnoli.
Ciro Crescentini

