Mercenari stranieri in Ucraina, chi sono e quanto vengono pagati i combattenti al fianco di Kiev
Alex Pineschi, 42 anni, originario di La Spezia ed ex alpino, è morto in Ucraina mentre combatteva nel Donbass al fianco delle forze armate di Kiev. La notizia è stata diffusa dall’associazione Memorial – International Volunteers for Ukraine attraverso un messaggio pubblicato sui social, nel quale il combattente italiano viene ricordato come “caduto sul campo di battaglia”.
Al momento non sono arrivate conferme ufficiali dalle autorità italiane, ma secondo le informazioni circolate nelle ultime ore Pineschi sarebbe stato ucciso durante operazioni militari nell’est dell’Ucraina, una delle aree più violente del conflitto con la Russia.
Pineschi non era un semplice volontario partito per sostenere la causa ucraina. L’italiano operava infatti come mercenario sotto contratto con le forze di Kiev, inserito nel sistema dei contractor stranieri impiegati nelle operazioni militari dall’inizio della guerra. Una rete composta da ex militari, combattenti professionisti e foreign fighters provenienti da oltre 70 Paesi, spesso inquadrati nella Legione Internazionale Ucraina o in unità collegate all’intelligence militare di Kiev.
Secondo diverse ricostruzioni, i combattenti stranieri ricevono compensi che possono variare da poche centinaia di euro durante l’addestramento fino a 4-5 mila euro mensili per le missioni operative nelle zone di combattimento più pericolose, soprattutto nel Donbass. Bonus aggiuntivi verrebbero riconosciuti per le operazioni speciali e per la permanenza in prima linea.
Negli ultimi anni l’Ucraina è diventata uno dei principali punti di reclutamento internazionale per ex soldati e contractor militari. Accanto ai volontari ideologici sono arrivati sul fronte anche professionisti della guerra provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Polonia, Georgia e America Latina, molti dei quali con esperienze maturate in Iraq, Afghanistan o nei reparti speciali occidentali.
Prima dell’esperienza in Ucraina, Pineschi aveva già combattuto in Medio Oriente contro l’Isis nel nord dell’Iraq. Dopo lo scoppio della guerra nel 2022 aveva deciso di raggiungere Kiev, entrando nelle strutture operative ucraine attraverso un contratto militare. Alcune fonti lo collocano vicino a reparti speciali legati all’intelligence del ministero della Difesa ucraino.
La sua morte riporta al centro dell’attenzione il ruolo dei mercenari stranieri nel conflitto. Mosca li considera combattenti irregolari e bersagli prioritari, mentre Kiev continua a definirli “volontari internazionali” formalmente integrati nelle proprie forze armate. Una distinzione sempre più sottile in una guerra dove il ricorso ai contractor militari stranieri è diventato parte integrante delle operazioni sul campo.
Il Donbass, dove Pineschi avrebbe perso la vita, resta il principale teatro dello scontro tra esercito russo e forze ucraine, con combattimenti quotidiani e perdite sempre più pesanti anche tra i combattenti stranieri impiegati nelle linee avanzate del fronte.
Ciro Crescentini

