A Salerno il sindacato delle costruzioni tra retorica e autocelebrazione. Nessuna denuncia documentata sulle irregolarità nei cantieri, nessuna parola sul caso Cassa Edile Napoli. E intanto si schiera contro i referendum sui licenziamenti facili, la sicurezza sul lavoro, la precarietà e i subappalti
Si è aperto oggi a Salerno, e si concluderà il 6 giugno, il Congresso nazionale della Filca Cisl. Ma la relazione del segretario generale Enzo Pelle ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il progressivo scollamento tra la narrazione sindacale e la realtà quotidiana dei lavoratori edili.
Pelle ha parlato del congresso come del “momento più alto” della Filca. Ha ripetuto parole chiave come legalità, sicurezza, formazione, proposta. Ma dietro questo lessico d’apparato, nessuna concretezza. Nessuna trasparenza. Nessun numero. Nessuna risposta vera.
Quante denunce sono state presentate all’Ispettorato del lavoro, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri del NIL? Quanti casi concreti di sfruttamento sono stati segnalati da Filca? La risposta è: zero dati pubblici. “Non ci siamo mai limitati alla denuncia”, ha detto Pelle. Ma se non se ne ha traccia, dove sono? Nei convegni? Nei verbali interni?
Intanto, mentre il segretario rivendica strumenti come DURC, congruità e patente a punti, il settore edile continua a registrare numeri drammatici: aumentano gli infortuni, le morti nei cantieri, il lavoro nero, lo sfruttamento della manodopera straniera e precaria. È il segno di un fallimento strutturale, altro che modello da esportare.
Ma c’è di più. Non una parola – letteralmente: nessun accenno – è stata spesa da Pelle su quanto sta emergendo a Napoli, nella Cassa Edile, ente bilaterale gestito proprio dalla Filca insieme ad altre sigle sindacali. Un sistema, secondo le denunce e le indagini in corso, in cui le prestazioni venivano concesse sulla base di documentazione potenzialmente falsata, e in cui la trasparenza è rimasta un’illusione. Pelle tace, e questo silenzio è assordante. Perché un sindacato che pretende di essere presidio di legalità non può voltarsi dall’altra parte quando un ente sotto la sua cogestione è oggetto di gravi contestazioni.
A rendere ancor più inaccettabile la retorica del Congresso è la posizione politica della Filca sui cinque referendum promossi dalla CGIL: contro la precarietà, per il reintegro in caso di licenziamento illegittimo, la sicurezza nei luoghi di lavoro. La Filca si è schierata contro. Contro il diritto di partecipare, contro i lavoratori, contro il conflitto sociale. A favore, di fatto, della linea del governo Meloni. È un sindacato o un partner istituzionale?
La parola “diritti” ricorre nella relazione, ma viene svuotata ogni volta che il sindacato evita lo scontro, ogni volta che preferisce stare comodo nei convegni invece che nei cantieri, ogni volta che protegge più le relazioni istituzionali che i lavoratori sfruttati.
Domani, giovedì 5 giugno, alle ore 11 interverrà il ministro del Lavoro, Marina Calderone, sul tema “La tecnologia al servizio della qualità del lavoro e dell’impresa”, seguito da una tavola rotonda con Federica Brancaccio (Ance), Luca Bianchi (Svimez), Natale Forlani (Inapp) e lo stesso Enzo Pelle. Modera Giuseppe De Filippi, vicedirettore del TG5. Previsti anche interventi del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. Nel pomeriggio parlerà l’economista Giuseppe Sabella sulla transizione economica. L’elezione della nuova segreteria Filca è in programma venerdì 6 giugno.
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