Medici sfruttati in strutture sanitarie convenzionate, scattano i blitz nel Casertano

Si estendono i controlli di Asl e Guardia di Finanza. Emerge il quadro di un’organizzazione del lavoro alimentata da imprenditori improvvisati legati al sistema politico affaristico e clientelare

Come anticipato da “Il Desk” il 31 agosto scorso, Asl e Guardia di Finanza estendono i controlli, le ispezioni a tappeto in alcune strutture sanitarie convenzionate con la Regione presenti sui territori di Caserta e Provincia. I controlli sono stati attivati a seguito di molte segnalazioni e denunce presentate da medici, operatori socio assistenziali e sanitari che avrebbero subito sfruttamento e vessazioni in alcune cliniche e strutture per malati terminali che beneficiano di finanziamenti regionali tramite le Asl. Nell’occhio del ciclone sarebbe finito un hospice ubicato nel Comune di Curti di proprietà di un ex consigliere regionale e di un ex sindaco. La Regione Campania potrebbe revocare contratti e convenzioni. Emergono tantissime irregolarità. Gli uomini delle fiamme gialle di Finanza, per esempio, avrebbero avviato verifiche per approfondire le rendicontazioni contabili, delle fatturazioni, controlli incrociati sulle movimentazioni contabili e sui conti correnti di società e cooperativa, alcune finte, altre aperte e chiuse nell’arco di un anno. In alcune cliniche e strutture convenzionate con l’Asl e altre strutture pubbliche, il ruolo di datore di lavoro viene svolto da prestanome, ‘teste di legno’. Invece, i ‘veri’ padroni risultano essere pseudo-consulenti aziendali o ex capomastri. Aumentano i casi di sfruttamento della manodopera. Molto diffuso il lavoro grigio. Tantissime le denunce e le segnalazioni. In alcune strutture ubicate a Curti, Santa Maria Capua Vetere, medici ed operatori sanitari sarebbero costretti a sottoscrivere buste paga per importi corrispondenti ad un orario di lavoro inferiore a quello effettivamente prestato. Un vero e proprio sfruttamento. “Incassiamo meno di seicento euro al mese, la paga oraria di 5 euro lordi, mentre il nostro datore di lavoro riceve, incassa dall’Asl, 15 euro, il triplo per il pagamento delle retribuzioni”, racconta un lavoratore. Un altro lavoratore di un noto hospice della provincia di Caserta racconta: “Mi hanno dato un turno normale con scritto mattino, pomeriggio e sera. Percepisco 5 euro l’ora – aggiunge il lavoratore – Mi hanno fatto firmare un contratto per prestazioni occasionali senza avere le malattie, le ferie, niente – continua il lavoratore – eppure svolgo l’attività di lavoratore dipendente, lavoratore subordinato e vengo comandato dal consulente aziendale che nei fatti è il mio datore di lavoro”.

 

 

Dunque, emerge un nuovo schiavismo. Sfruttamento legalizzato di lavoratori e lavoratrici in azienda convenzionate con strutture pubbliche. Gli infermieri, i medici o gli impiegati non sono alle dipendenze dirette delle cliniche ma di cooperative che nell’arco di un anno vengono puntualmente liquidate. Truffe sulla pelle della povera gente. Un sistema di organizzazione del lavoro alimentato da imprenditori improvvisati legati al sistema politico affaristico e clientelare per procurarsi profitti ai danni dei lavoratori. Addirittura, alcuni datori di lavoro fino ad un anno fa hanno svolto il ruolo di sindaco o di consigliere regionale. Gravissimi casi di conflitto d’interesse. Utilizzo delle istituzioni come appendici, interessi privati. E i pazienti, contribuenti del servizio sanitario, se capiteranno di essere ricoverati, non sapranno mai se chi accudisce o controlla le terapie è un infermiere dipendente della clinica privata o un addetto alle pulizie dipendente da una società di pulizie, cooperativa magari con il diploma da infermiere. Addirittura, in una struttura sanitaria convenzionata di Curti un paziente è rimasto gravemente ustionato per colpa di una dipendente che non era in possesso di adeguata preparazione professionale. E intanto si alimenta un incredibile giro d’affari e di profitti.

Ciro Crescentini

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