35 mozioni, 233 interrogazioni e 15 esposti: il bilancio di un mandato all’insegna dell’impegno e dell’indipendenza. Dai controlli alle Terme di Agnano alle denunce sociali: cinque anni di battaglie fuori dagli schemi
Durante l’ultima consiliatura regionale della Campania, Maria Muscarà si è distinta come una delle consigliere più attive e produttive. I numeri parlano chiaro: 35 mozioni, 233 interrogazioni scritte, 72 interrogazioni orali, 4 ordini del giorno e 15 esposti e segnalazioni.
Un impegno costante che testimonia la sua presenza, la sua dedizione ai temi del territorio e l’attenzione ai bisogni dei cittadini.
Da sempre considerata una voce libera e indipendente, Muscarà non si è mai lasciata condizionare da logiche di partito o di corrente. È stata, ad esempio, l’unica a sollevare pubblicamente la questione della svendita delle Terme di Agnano, e non ha mai esitato a intervenire su segnalazioni di casi sociali, affrontandoli senza distinzione o favoritismi.
La sua recente candidatura nel centrodestra, all’interno della lista Cirielli, ha suscitato commenti e discussioni. Tuttavia, la sua scelta appare coerente con un percorso politico improntato all’indipendenza e alla libertà di pensiero, più legato ai temi concreti che alle appartenenze. Dopo l’esperienza nel Movimento 5 Stelle, Muscarà ha deciso di proseguire il proprio impegno in una nuova collocazione, mantenendo fede ai suoi principi di trasparenza e onestà.
C’è chi può non condividere questa decisione, ma il rispetto per la libertà personale e per la coerenza resta fondamentale. In politica, come nella vita, contano i fatti, e i fatti raccontano l’impegno, la determinazione e la costanza di una consigliera che ha sempre agito da soggetto pensante e indipendente.
In un momento storico segnato da ipocrisie e doppi standard, vale la pena ricordare l’invito evangelico: “Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?”
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