La struttura criminale operava nella zona dell’agro aversano e nella provincia di Napoli. Cinque persone in carcere, uno ai domiciliari e un obbligo di presentazione alle forze dell’ordine

MARCIANISE – Il filmato fornito dai Carabinieri della compagnia di Marcianise farebbe pensare a dei semplici “ladri di biciclette”, in realtà i sette soggetti arrestati sono – secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere –  dei veri e proprio professionisti di furti in appartamenti e tentata estorsione. L’indagine, condotta dai Carabinieri di Marcianise e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha avuto inizio nel mese di giugno 2014 a seguito di un furto avvenuto all’interno di un’agenzia assicurativa di Marcianise. In quella occasione, i carabinieri avevano recuperato l’intera refurtiva ed erano inoltre riusciti a rilevare la targa della autovettura usata dai ladri. Successivamente, grazie alla attività investigativa, era stato possibile capire che si trattava di una autentica struttura criminale composta da vari pregiudicati, tutti della provincia di Napoli, alcuni dei quali con precedenti penali specifici – operante nelle province di Napoli e Caserta e dedito prevalentemente ai furti in abitazione, commessi nelle ore notturne mentre i proprietari dormivano. In particolare, sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza in relazione a quattordici furti in appartamento commessi a Marcianise, Villa Literno, Castel Volturno, Marigliano, Acerra, Somma Vesuviana, Brusciano e Pomigliano d’Arco, con un raggio di azione, dunque, che ricopre tutto l’agro aversano e le zone limitrofe della provincia di Napoli. L’attività di indagine ha consentito di accertare anche un tentativo di estorsione con il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”. Una delle vittime, infatti, dopo aver subito il furto in abitazione (nel corso del quale erano state rubate anche un’autovettura e una moto di grossa cilindrata), era stata contatta dagli indagati per la restituzione dei veicoli, a fronte della previa consegna di 1.200 euro. La moto e la vettura sono state recuperate dai carabinieri e riconsegnate al legittimo proprietario. Le perquisizioni eseguite durante le indagini hanno consentito di recuperare oggetti e materiale vario – costituenti la refurtiva di una lunga serie di furti – tra cui attrezzi agricoli, biciclette di valore, telefoni cellulari e computer. In molti casi si è accertato che gli autori dei furti sono ritornati più volte a colpire nei luoghi dove già in passato si erano resi responsabili di analoghi furti. Nei confronti degli indagati il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso cinque arresti in carcere, un arresto ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

LE INTERCETTAZIONI – “Io gli ho detto solo ‘fatevi più in qua, perché c’era una vecchia a dormire giù, ho detto mi vado a fare anche il piano di sopra.L’ho visto io che sei salito là.Eh, ho detto io mi vado a fare anche il piano di sopra”. Così alcuni indagati commentano il fatto che siano tornati nella cameretta del piano di sopra, durante un colpo, per impossessarsi di un computer portatile che avevano notato prima e non avevano intenzione di lasciare ai legittimi proprietari. Nel file audio qui sotto una delle intercettazioni.

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