Manovra regionale, ecco tutti i tagli: spunta l’inciucio Pd-Fi sul condono edilizio

La maggioranza di De Luca accoglie l’emendamento del centrodestra per la proroga dei termini di sanatoria al 31 dicembre 2019. Il M5S: “Nel Bilancio sottratte risorse a università e ricerca, trasporto, lavoro, salute e turismo, per finanziare missioni degli assessori e favori ai consiglieri”

Una manovra di bilancio regionale dove abbondano i tagli, e spunta pure l’inciucio sulla proroga al condono edilizio. Sul maxiemendamento, il governatore Vincenzo De Luca pone il voto di fiducia. Domani il consiglio regionale approverà il bilancio di previsione finanziaria per il triennio 2019/2021 della regione Campania, e la legge di stabilità del 2019. La seduta è fissata con inizio alle 12. Sul testo, si registra l’attacco del M5s.

“Tagli ai servizi essenziali ai cittadini a fronte di fondi per finanziare importanti bacini e contenitori elettorali. Il maxiemendamento della Legge di Bilancio regionale è un manifesto di palese propaganda per la maggioranza di De Luca e per gli alleati del centrodestra – affermano i consiglieri pentastellati-, a cui viene addirittura concessa la proroga di un anno del condono edilizio”. “Quanto ai tagli – sostiengono-, risorse saranno sottratte all’istruzione universitaria, ai beni culturali, ai settori di ricerca e innovazione, alle politiche giovanili, alla qualità dell’aria, oltre a un ulteriore decremento per la Protezione civile, nonostante i danni provocati dalle calamità naturali in Campania negli ultimi anni. Un risparmio che la giunta De Luca ha ritenuto opportuno al fine di reperire risorse per il vitto e l’alloggio dei suoi assessori quando vanno missione, per finanziare i soli consorzi di bonifica Aurunco e Sannio Alifano, così da favorire i bacini elettorali di consiglieri regionali del Casertano e del beneventano e per ricapitalizzare con oltre 28 milioni la Sma Campania, i cui dirigenti sono accusati di aver utilizzato le carte di credito aziendali per viaggi e acquisti di beni a uso personale. Lo stesso testo cancella l’incompatibilità di un condannato per danno erariale alla nomina di direttore generale nella sanità, da noi introdotta, e per effetto delle inchieste delle Iene De Luca ha pensato bene di depotenziare l’ufficio speciale da lui istituito per le ispezioni negli ospedali”.

 

I grillini dichiarano che “Grazie alle nostre battaglie sarà istituito, per la prima volta in Campania, un fondo per sostenere la realizzazione di asili nido aziendali, così come sarà rifinanziata l’installazione in parchi pubblici di giochi destinati a bambini con disabilità”. E tuttavia denunciano: “Nei nostri emendamenti, bocciati dalla maggioranza, avevamo previsto vere misure a favore dei cittadini. Tra questi, contributi per i Comuni per iniziative per la prevenzione di danni provocati da eventi metereologici straordinari, la realizzazione di piattaforme di elisoccorso nelle aree interne, così da consentire ai mezzi di soccorso di atterrare e salvare vite umane, la dotazione di sistemi di rilevamento ambientali che non si limitino al calcolo della concentrazione delle sole polveri sottili, un database per semplificare i controlli alle imprese evitando duplicazioni e un fondo per borse di studio aggiuntive per scuole di specializzazione nell’emergenza urgenza in una regione dove mancano i medici di emergenza. Misure che avrebbero contribuito a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini se non, in alcuni casi, a salvarla”.

 

 

INCIUCIO PER IL CONDONO. Nella manovra è tempo di inciucio sul condono edilizio, passione trasversale, dal Pd deluchiano a Forza Italia. Un emendamento del centrodestra, infatti, viene accolto dalla maggioranza: si estende al 31 dicembre 2019 il termine per mettersi in regola nelle pratiche di condono edilizio. De Luca ci aveva già provato, ma la proroga era stata bocciata dalla Consulta, assieme all’intera legge sulla conservazione degli immobili abusivi, acquisiti al patrimonio dei Comuni. Adesso, invece, passerà: ripropone un testo varato dalla giunta Caldoro, ma sopravvissuto al vaglio dei giudici costituzionali. “Si consentirà agli uffici tecnici e urbanistici dei vari Comuni – si legge nell’emendamento – considerato tra l’altro il sottodimensionamento degli organici esistenti, la possibilità di una maggiore organizzazione al fine di smaltire le innumerevoli richieste giacenti e agli interessati la possibilità di poter presentare l’eventuale documentazione integrativa per il completamento dell’istruttoria ed effettuare i relativi versamenti». Esultano i consiglieri del centrodestra: “Riapriamo i termini della legge Caldoro sulle regolarizzazioni. La norma riproposta consente alle Amministrazioni comunali di acquisire al patrimonio comunale gli immobili abusivi. La legge sulle regolarizzazioni fu votata nella scorsa consiliatura dal centrodestra ed ebbe il via libera della Consulta che bocciò poi le modifiche della legge De Luca perché esautorava i Comuni e proponeva un regolamento regionale. Con la modifica presentata tornano a decidere i Comuni e sono riaperti per questo i termini”. La legge di Caldoro spostava dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2015 il termine entro cui gli uffici comunali dovevano pronunciarsi sulle istanze, consentite dai condoni 1985 e 1994, non esaminate in tempo. Adesso gli autori degli abusi possono tirare un sospiro di sollievo.

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