Manfredi prosciolto per prescrizione, la crociata di Muscarà: “Perché nessuno ne parla?”

La consigliera regionale del M5S, tra i dissidenti del Movimento, contesta la scelta dell’ex ministro per le comunali a Napoli, avvenuta senza consultare la base. E ricorda l’indagine sui crolli nelle New Town a l’Aquila, dove lui rimase implicato come collaudatore: “Perché non ha rinunciato a finire prescritto? Anni fa, da noi, bastava un semplice sospetto per essere esclusi dalle liste”

“Perché scegliere proprio lui?”. E ancora: “Nessuno ne parla, nessuno ne scrive”. Una sdegnata Maria Muscarà, consigliera regionale M5S, allude a Gaetano Manfredi. La vicenda evocata, invero, è rimasta poco conosciuta. Riguarda l’indagine sulle New Town a L’Aquila. Case post terremoto, in cui verificarono crolli di balconi. L’ex ministro dell’Università – oggi candidato sindaco di centrosinistra e 5 Stelle, all’epoca rettore della Federico II – era nella commissione di collaudo. Insieme a molti altri, tra i quali l’ex assessore regionale Edoardo Cosenza, fu coinvolto in un’indagine. La procura aquilana ipotizzava l’uso di materiali scadenti, nel costruire i caseggiati. Tra le contestazioni a Manfredi, il falso e il crollo colposo. Quest’ultima accusa poi derubricata in rovina di edifici, reato contravvenzionale. Tutto inutile, comunque: a settembre 2020 il gup emise sentenza di non luogo a procedere, per tutti gli imputati, causa prescrizione dei reati. L’epilogo arrivò a 6 anni dai fatti addebitati all’allora ministro, che ha sempre sostenuto la correttezza dei suoi atti.

Qui finisce la questione giudiziaria, ma comincia quella politica. Perché da settimane, su questo precedente, Muscarà incalza il Movimento 5 Stelle. La consigliera è tra i dissidenti pentastellati, riuniti nello slogan #NoAlleanze. Non proclama la colpevolezza dell’ex rettore, neppure rinviato a giudizio. Ma esprime dubbi politici, riconducibili ai valori fondanti del M5S. “Avreste voi rinunciato alla prescrizione per pretendere l’assoluzione per non aver commesso il fatto? – domanda – Io sì, non mi sarei accontentata della prescrizione per scadenza dei termini per un reato così ignominioso e disonorevole specialmente se fossi certa della mia estraneità ai fatti”. Quindi Muscarà chiede: “Perché imporre un candidato Sindaco per la terza città d’Italia, unica tra le grandi città che deve patire l’offesa della alleanza pd italia viva e leu con la benedizione di De luca, che ha questa macchia?”. La consigliera, attivista storica del movimento, ricorda che “anni fa escludevamo anche solo chi aveva su di sé un piccolissimo sospetto”. E rincara la dose: “Perché non scegliere un processo democratico di coinvolgimento degli attivisti e degli eletti Napoletani e scegliere il candidato migliore? Perché scegliere un candidato sconosciuto agli attivisti e fino a pochi giorni fa anche ai Napoletani ? Adesso Roma ha fatto diventare digeribile l’indigeribile”. Tra le perplessità, Muscarà aggiunge: “il Comune di Napoli è in forte debito, e Manfredi ha detto che aspettava l’aiuto dal governo, prima di candidarsi. Ma si è dimenticato che proprio la sua università ha un debito milionario con Palazzo San Giacomo perché non ha pagato la Tari, per decine di milioni”. L’Ateneo parla di contenzioso sulle modalità di calcolo della tassa dei rifiuti. La controversia fa data dall’anno 2013, durante il rettorato Marrelli. I giudizi sono tuttora pendenti. In ogni caso il debito, almeno quello, non è ancora prescritto.

Gianmaria Roberti

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