Lsu, al Comune di Napoli in 546 chiedono la stabilizzazione: “Noi, convenienti e cercati solo per i voti”

Da oltre 20 anni, i precari garantiscono la funzionalità degli uffici comunali, contribuendo a migliorare l’efficienza dei servizi con una prestazione settimanale di 30 ore, percependo meno di mille euro al mese: ““Il nostro è una sorta di lavoro in nero legalizzato, siamo senza identità”

I 546 lavoratori impegnati nei progetti socialmente utili del Comune di Napoli sollecitano l’ente locale ad individuare soluzioni in grado di stabilizzare le loro posizioni lavorative. Da oltre 20 anni, i precari garantiscono la funzionalità degli uffici comunali, contribuendo a migliorare l’efficienza dei servizi con una prestazione settimanale di 30 ore, percependo meno di mille euro al mese (una parte consistente a carico dell’Inps), senza copertura previdenziale e con il recupero delle assenze per malattia. “Il nostro è una sorta di lavoro in nero legalizzato, siamo senza identità, una forza lavoro in nero per il Comune è una comodità – ci riferisce uno di loro- Ogni tanto qualche consigliere o consigliera comunale parla o scrive di noi per raccogliere voti, strumentalizzare o farsi un selfie senza concludere nulla. Solo propaganda”. Ma cosa si intende per Lsu? Sono lavori socialmente utili tutte le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva. Attualmente gli lsu sono impegnati nelle attività amministrative di supporto del Comune di Napoli, le segreterie amministrative, le attività amministrative di custodia, la manutenzione, i servizi di accompagnamento dell’ utenza. Nella stragrande maggioranza sono tutti ex operai ed impiegati che alla fine degli anni ’80 furono coinvolti nei processi di ristrutturazione, gli espulsi, licenziati da aziende edili, metalmeccaniche, tessili, aziende chiuse per le crisi di settore. Dall’ottobre del 1995 sono impegnati nelle attività di pubblica utilità redatti e progettati dall’ente di Palazzo San Giacomo. In origine erano 5600. Nel corso degli ultimi anni, circa 4800 sono stati stabilizzati nelle partecipate Asia, Napoli Servizi, Napoli Park, Napoli Sociale e Sederna. Nella farraginosa e complicata vicenda degli Lsu una cosa è certa, che fin quando è lo Stato a pagare tramite l’Inps, al Comune si sfrutta al massimo una forza lavoro conveniente e a basso prezzo e si cerca di evitare nuove assunzioni per coprire le sedie vuote di coloro che sono andati in pensione, tanto ci sono i lavoratori socialmente utili a rendere un buon servizio che non ha nulla in meno di quello dei lavoratori dipendenti.

Ciro Crescentini

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