L’avvocato Gennaro Esposito: “Napoli non è dei cittadini ma di chi se la prende”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Tony&Tina, raccontati dai giornali cittadini e dai Tg nazionali. Le notizie, le indiscrezioni, i trascorsi della sposa e la notorietà del cantante, occupano i rotocalchi con tutti i particolari di un WeddingTrash, condito da carrozza con tiro a quattro stalloni bianchi, corteo e trombettieri che suonano la marcia nuziale nel Maschio Angioino. Una generale indignazione giornalistica e di chi si sente ferito nel suo bon ton e nella inadeguatezza delle Istituzioni, tutte, che non hanno impedito il corteo, a quanto pare, abusivo, i trombettieri nel Maschio Angioino e la occupazione di Piazza del Plebiscito con un “Concerto flash mob”, poco flash, che è durato, a quanto pare, circa 4 ore. Agli sposi questo scherzo sarebbe (il condizionale è d’obbligo) costato circa trentamila euro di multe, per varie violazioni che, il cantante sui giornali ha negato di aver ricevuto, ritenendosi in regola con tutti i permessi.  A prescindere dal buon gusto dell’evento, si fa il balletto delle “responsabilità” con il Procuratore della Repubblica che, questa volta sì, in un “flash”, manda i carabinieri a scavare nelle carte dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco per verificare se c’è stata una qualche violazione di rilevanza penale. Incalzati dai media parlano, cercando una scappatoia, il Sindaco e l’Assessore alla Polizia Municipale Clemente che, all’ultimo momento, hanno anche addirittura pensato di spostare la manifestazione anticamorra di Libera che si sarebbe dovuta tenere in contemporanea nel Maschio Angioino. Come dire, un evento per il quale si sono mossi “fulmineamente”, ed a “buoi scappati”, le istituzioni.

Eppure, almeno per chi scrive e molti altri cittadini napoletani che soffrono nella indifferenza delle istituzioni, non c’è alcunché da meravigliarsi, poiché ciò che hanno fatto i due sposi, non è diverso da ciò che accade, ogni giorno, ogni notte, in alcuni quartieri di Napoli, talvolta sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine e nonostante continue denunce. Non si comprende, infatti, quale sarebbe la differenza tra il “concerto flash mob”, “poco flash”, tenuto da Tony Colombo a Piazza Plebiscito ed i concerti spontanei notturni e diurni di Piazza San Domenico Maggiore, quelli che si tengono in violazione di ogni regola del vivere civile, sul lungomare di Bagnoli o nei tanti “baretti” che si trasformano in discoteca, con decibel che si sentono a centinaia di metri di distanza.

 

Non si comprende come mai la Procura della Repubblica invii in modo “fulmineo” i carabinieri a Palazzo San Giacomo, per le nozze di Tony Colombo e non si preoccupi, nel modo più assoluto, di altrettanti concerti abusivi che si tengono a “Mezzocannoneoccupato”, fuori da ogni regola di sicurezza e di ordine pubblico, addirittura pre-denunciati alle Autorità competenti e nonostante la tragedia di qualche mese fa della discoteca di Corinaldo dove, per l’inosservanza delle norme sulla sicurezza dei pubblici spettacoli, persero la vita 6 giovani. Se ci deve essere indignazione è per questo motivo e non certo per le nozze trash del Cantante che, stando alle decine di milioni di visualizzazioni dei suoi video (uno ha addirittura superato 26 milioni di visualizzazioni) ci fa comprendere bene di chi sia, in città, l’egemonia culturale. Si apre così il tema che vede responsabili le istituzioni rappresentative che, per ragioni elettorali, hanno, da tempo, abdicato al loro ruolo di guida, finendo per assecondare la prevaricazione dei più forti sui più deboli. E’ evidente, allora, che a queste condizioni la Città non è dei Cittadini ma è di chi se la prende.

                                                                                          Avv. Gennaro Esposito

                                                                                          Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

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