La Campania è ‘gialla’: allarmismi e proclami di De Luca non convincono più

La situazione di rischio in Campania  è “moderata con probabilità alta di progressione”.

Bufera sul presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. La scelta dell’esecutivo nazionale di inserire la Campania in “zona gialla” smentiscono le posizioni allarmistiche assunte negli ultimi giorni. Da più parti vengono sollevati dubbi sui dati forniti fino ad oggi relativi all’emergenza. L’opposizione passa subito all’attacco esigendo chiarezza e trasparenza. “La scelta del Governo di inserire la Campania in ‘zona gialla’ entra in forte contrasto con la linea della paura di De Luca che voleva imporre un lockdown totale solo 10 giorni fa – affermano i tre consiglieri regionali della Lega, Giampiero Zinzi, Severino Nappi e Attilio Pierro. “Da Governo e Regione – aggiungono i tre consiglieri – solite contraddizioni e confusione. Poca trasparenza e zero chiarezza”. “Delle due l’una– proseguono Zinzi, Nappi e Pierro: o i tecnici del ministero della salute e gli esperti del Cts non hanno la più pallida idea di quello che stanno facendo o qualcosa non torna nei numeri e nei proclami di De Luca. E’ tempo di vederci chiaro e di farlo subito”Oggi stesso – annunciano i consiglieri della Lega –depositeremo, ai sensi dell’art 45 dello Statuto della Regione Campania, un atto ispettivo urgente per avere accesso a tutti i dati disaggregati che l’Unità di Crisi regionale comunica quotidianamente e ai criteri coi quali gli stessi vengono poi aggregati“.

Dubbi sono stati sollevati anche dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

“Premesso che se siamo zona gialla, se la valutazione si basasse su dati oggettivi, invece che arancione o rossa, non possiamo che esserne lieti, ma i conti non tornano – sottolinea la fascia tricolore – Due settimane fa il Presidente della Regione Campania annunciava che avrebbe proclamato il #lockdown per la gravissima situazione dei contagi in Campania. Annuncio poi caduto nel vuoto. Una settimana fa il prof. Ricciardi, consulente del Governo, annunciava in televisione che Napoli sarebbe dovuta andare in lockdown – evidenzia ancora de Magistris – Ieri sera abbiamo appreso dal Presidente del Consiglio che la Campania è zona gialla, quindi tra le Regioni a più basso rischio in Italia. Siccome la situazione è drammatica presso le strutture sanitarie, delle due l’una: o la Regione Campania non fornisce dati reali ed attuali al Ministero della salute, oppure la sanità in Campania è andata in tilt nonostante siamo al livello giallo, il più basso di rischio tra le Regioni in Italia. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e di ricevere dal Governo informazioni precise. Inoltre, ricordiamoci che, nonostante in zona gialla, siamo gli unici in Europa ad avere le scuole dell’infanzia e le primarie chiuse!”

L’ultimo Dpcm firmato nella notte tra il 2 e il 3 novembre stabilisce 21 indicatori in base ai quali definire la zona rossa, quella a cui corrisponde lo scenario 3, la zona arancione (scenario 2) e quella gialla (scenario 1).

Ecco i 21 parametri utilizzati dal Governo nazionale per individuare le tre aree:

1) Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

2) Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

3) Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

4) Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).

6) Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

7) Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.

8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.

11) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

12) Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

14) Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata Iss (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).

15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella covid-net per settimana (opzionale).

16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata covid-19 per giorno.

17) Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).

18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da Sars-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.

19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a covid-19 (opzionale).

20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti Covid-19.

21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti Covid-19“

A questi dati si aggiunge l’Rt: uno sistematicamente e significativamente maggiore di 1,5 è da scenario 3. Lo scenario 2 riguarda le regioni con valori sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5. Lo scenario sotto Rt=1,25.

La situazione di rischio in Campania  è “moderata con probabilità alta di progressione”.

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