Il dramma durante i lavori al palazzetto dello sport. Un volo di 5 metri: grave un 66esimo trasferito all’Ospedale del Mare.
Un volo di cinque metri che trasforma un’opera di riqualificazione cittadina nell’ennesimo scenario di emergenza. È accaduto a Comiziano, nel napoletano, dove i lavori di restyling del palazzetto dello sport comunale si sono bruscamente interrotti a causa di un grave incidente sul lavoro. Due operai edili sono precipitati da un’impalcatura, sollevando immediati interrogativi sul rispetto delle norme di sicurezza e sulle condizioni in cui si trovano a operare i lavoratori del settore.
Il bilancio dell’incidente parla di due feriti, uno dei quali in condizioni estremamente critiche: Carmine Spirito (66 anni): è il lavoratore che ha riportato le conseguenze più drammatiche. Trasferito d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, si trova attualmente nel reparto di rianimazione. L’uomo è intubato, in prognosi riservata e i medici lo considerano in imminente pericolo di vita. Le prossime ore saranno cruciali per monitorare l’evoluzione del quadro clinico. Bruno Sirignano (57 anni): ha riportato diversi traumi agli arti inferiori. È stato ricoverato all’ospedale di Nola e, sebbene le sue ferite siano serie, non è fortunatamente in pericolo di vita.
La dinamica esatta del crollo è ora al vaglio degli inquirenti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della stazione di Cicciano, affiancati dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro. I primi rilievi mirano a ricostruire cosa abbia causato il cedimento o la perdita di equilibrio sul ponteggio e, soprattutto, a verificare se nel cantiere fossero applicate alla lettera le misure di protezione previste dalla legge.
L’incidente si è verificato all’interno di un cantiere per un’opera pubblica, dove l’ente appaltante è una pubblica amministrazione. Questo dettaglio sposta inevitabilmente l’accento sulla responsabilità dei controlli e sulla conformità delle aziende appaltatrici.
L’episodio riaccende con forza il dibattito sui ritmi di lavoro e la tutela della salute nei cantieri edili, specialmente in estate. L’incidente è avvenuto in un periodo caratterizzato da temperature elevate, riproponendo la denuncia contro le imprese che continuano a ignorare le ordinanze regionali e le normative nazionali. Leggi che, di fatto, imporrebbero lo stop alle attività più pesanti durante le ore di caldo estremo, offrendo come tutela il ricorso alla cassa integrazione.
A finire sotto accusa, oltre alla condotta delle ditte, è anche la cronica carenza di vigilanza sul campo: l’efficacia delle misure preventive resta infatti legata a doppio filo all’attività degli ispettori del lavoro e delle ASL, considerata da molti ancora del tutto insufficiente a garantire una reale prevenzione.
Ciro Crescentini
