Il Collana cade a pezzi, la denuncia in consiglio comunale: “Chiuso per motivi di sicurezza, non legali”

Il consigliere comunale Santoro: “Le tribune sono pericolanti ed inagibili da sempre e tutti i locali sono vetusti. Questo è il frutto di vent’anni di malagestione, di mancanza di risorse da destinare alla ristrutturazione dell’impianto e di cattive economie quotidiane. Nel 2016 a fronte di 700 mila euro di spese gestionali del Comune di Napoli, comprese le bollette di acqua, luce e gas, sono entrati solo 345 mila euro di ricavi: un passivo di 355 mila euro”

Lo Stadio Collana continua a rimanere chiuso per colpa di un inutile braccio di ferro tra il Comune di Napoli e le Regione Campania, delle inefficienze, dei ricorsi al Tar, delle mancate interpretazioni delle sentenze. Ed emerge una gestione pubblica fallimentare. Secondo l’opposizione di centro destra in consiglio comunale, nel 2016 è stato rilevato un passivo di 355 mila euro. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Andrea Santoro. “Lo stadio Collana cade a pezzi, negli anni addietro è crollata la palestra al cui posto si sono inventati un misero campo di calcetto, le tribune sono pericolanti ed inagibili da sempre e tutti i locali sono vetusti – denuncia Santoro – Questo è il frutto di vent’anni di malagestione, di mancanza di risorse da destinare alla ristrutturazione dell’impianto e di cattive economie quotidiane, basti pensare che nel 2016 a fronte di 700 mila euro di spese gestionali del Comune di Napoli, comprese le bollette di acqua, luce e gas, sono entrati solo 345 mila euro di ricavi: un passivo di 355 mila euro. Evidentemente la pur auspicata gestione pubblica è fallimentare senza una guida più attenta”. In merito alla gestione, l’esponente dell’opposizione sostiene che “È ancora tutto in alto mare, mente sapendo di mentire chi vuol far credere che la gara di affidamento bandita dalla Regione sia stata annullata. Lo dimostra il fatto che la stessa Regione ha richiesto al Consiglio di Stato una interpretazione della sentenza del 12 gennaio 2017” – sottolinea ancora Santoro Il consigliere Santoro si riferisce al ricorso vinto al Consiglio di Stato dall’Ati Giano (Ferrara-Cannavaro) che in prima battuta era stata esclusa dal TAR sul ricorso dell’Ati Cesport (Sandro Cuomo)”. “Sarebbe sbagliato se la politica entrasse nel merito del contenzioso tra i raggruppamenti sportivi, noi dobbiamo rispettare l’esito dei giudizi al netto di chi dovesse vincere. Ma nel frattempo che la giustizia amministrativa faccia il suo corso, mi chiedo perché la Regione non intervenga per eseguire i lavori necessari alla mesa in sicurezza dell’impianto- conclude Santoro – Perché la verità è che il Collana è chiuso per motivi di sicurezza e non per le tristi liti gestionali. In tutto questo si aggiunge il ruolo del Comune di Napoli, che per la valenza dell’impianto in questione deve essere interpellato dalla Regione rispetto a qualsiasi scelta futura, sebbene vi sia una responsabilità enorme rispetto alla fatiscenza dell’impianto”.

Ciro Crescentini

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