Le aziende: “Da mesi nessuna informazione su Fondimpresa”. Critiche alla direzione e all’area rapporti con le imprese
Nel settore edile di Napoli e provincia molte aziende denunciano l’assenza totale di informazioni da parte di Formedil Napoli sulle opportunità offerte da Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale italiano dedicato alla formazione continua dei lavoratori.
Secondo moltissimi imprenditori, l’ente bilaterale territoriale – che dovrebbe rappresentare il principale punto di riferimento formativo per il comparto – sarebbe rimasto sorprendentemente inerte.
Nessuna telefonata, nessuna mail dedicata, nessun incontro informativo, nessun contatto diretto: un vuoto comunicativo che, sul territorio, viene letto come un vero e proprio cortocircuito istituzionale. E la critica non risparmia nessuno: tanto la direzione quanto l’area responsabile dei rapporti con le aziende vengono ritenute incapaci di attivare un minimo di dialogo operativo.
Cos’è Fondimpresa e perché è così centrale per le imprese
Il nodo, infatti, non riguarda un fondo qualsiasi. Fondimpresa è il più grande fondo interprofessionale italiano per la formazione continua, promosso da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. Il suo funzionamento si basa su un meccanismo semplice: le aziende che vi aderiscono possono utilizzare parte dei contributi INPS (lo 0,30% del monte contributivo) per finanziare la formazione dei lavoratori, senza costi aggiuntivi.
Il fondo opera attraverso due canali principali: Conto Formazione, il “conto individuale” delle singole imprese, utilizzabile in autonomia per i propri piani formativi; Conto di Sistema, dedicato a bandi collettivi e iniziative tematiche aperte soprattutto alle PMI. I numeri descrivono la portata dello strumento:oltre 211.000 imprese aderenti, circa 4,9 milioni di lavoratori coinvolti, centinaia di milioni di euro destinati ogni anno alla formazione.
Per il settore edile, che vive continui aggiornamenti normativi, nuove tecnologie e obblighi stringenti in materia di sicurezza, Fondimpresa rappresenta una risorsa decisiva.
Il vuoto di comunicazione a Napoli
È in questo contesto che il silenzio attribuito a Formedil Napoli assume toni ancora più pesanti. Molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, sostengono di non aver ricevuto alcuna informazione per comprendere come accedere ai fondi o come progettare corsi finanziati. Un imprenditore della provincia sintetizza così il malumore: “Fondimpresa è pienamente operativo, ma da Formedil Napoli non arriva mezzo avviso. Un ente che non dialoga con le aziende rinuncia al suo ruolo”
La distanza tra l’ente e la realtà dei cantieri – raccontano gli operatori – sarebbe ormai evidente. Mentre le imprese affrontano nuove certificazioni, obblighi di sicurezza, richieste di competenze tecniche avanzate, la struttura interna incaricata dei rapporti con le aziende sembrerebbe, secondo molte testimonianze, immobile, incapace di garantire la minima funzione di orientamento. Alcuni parlano di “inerzia”, altri di “assenza di iniziativa” attribuite tanto alla direzione quanto alla responsabile di area.
Nessuna iniziativa pubblica, nessun piano informativo
Ad oggi, non risulta alle aziende alcuna campagna informativa promossa da Formedil Napoli su Fondimpresa.
Né incontri pubblici, né workshop territoriali, né newsletter dedicate, né contatti telefonici programmati. Un vuoto che molti imprenditori definiscono “incomprensibile”, soprattutto considerando che la mission di un ente come Formedil è proprio quella di supportare, informare e guidare le imprese nei percorsi di formazione finanziata.
Il rischio, denunciano i protagonisti del settore, è serio: senza un adeguato flusso informativo, le imprese potrebbero perdere risorse preziose e ritrovarsi meno competitive, meno sicure, meno preparate.
La richiesta dal territorio: servono risposte, serve presenza
Il messaggio che arriva dal tessuto produttivo napoletano è netto: serve una svolta immediata. Serve una direzione più reattiva, un’area aziendale realmente operativa. Senza un cambio di passo, dicono gli imprenditori, il rischio è quello di lasciare il settore senza gli strumenti formativi indispensabili per affrontare le sfide del presente e del futuro.
Alma

