Dal 22 al 26 luglio la città ospita la terza edizione dell’evento nazionale dedicato al Metodo Suzuki. Concerti, laboratori e orchestre con piccoli talenti da tutta Italia
Per cinque giorni Napoli diventerà la capitale italiana della musica dei più giovani. Dal 22 al 26 luglio la città ospiterà la III Suzuki Children’s Convention, il più importante appuntamento nazionale dedicato agli allievi del Metodo Suzuki, che porterà nel capoluogo campano oltre 550 bambini e ragazzi, accompagnati da circa 100 insegnanti e da centinaia di familiari provenienti da ogni parte d’Italia.
L’edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il cinquantesimo anniversario del Metodo Suzuki in Italia, introdotto nel 1976 e oggi diffuso in tutto il Paese come modello educativo che considera la musica non soltanto una disciplina artistica, ma uno strumento di crescita personale, relazionale e culturale.
Per la prima volta la Convention approda nel Mezzogiorno, scegliendo Napoli come sede di una manifestazione che unisce formazione, concerti e condivisione. Una scelta tutt’altro che casuale: la città, con la sua tradizione musicale secolare, rappresenta un luogo simbolico per celebrare una pedagogia che mette al centro il bambino, l’ascolto e il valore della comunità.
Il programma si svilupperà nell’arco di cinque giornate con concerti, lezioni collettive, laboratori, prove orchestrali e incontri formativi ospitati in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il concerto inaugurale dell’Orchestra SUdZUKI al Teatro Mercadante, il Galà dei Diplomi, l’esibizione dell’Orchestra Nazionale a Pizzico “G. Bosio”, il grande evento in Piazza del Plebiscito che vedrà riuniti ben 590 giovani strumentisti e il concerto conclusivo dell’Orchestra Nazionale Sinfonica.
Per l’assessora all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli, Maura Striano, la Convention rappresenta molto più di una semplice rassegna musicale. Accogliere una manifestazione di questa portata significa promuovere un modello educativo nel quale la bellezza, la cooperazione e l’ascolto reciproco diventano strumenti concreti di crescita per le nuove generazioni e di coesione sociale.
Anche Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo, ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca perfettamente nel progetto “Napoli Città della Musica”, fortemente voluto dall’amministrazione comunale. L’arrivo di centinaia di bambini musicisti, ha spiegato, rappresenta insieme un grande momento di formazione e una straordinaria occasione per offrire alla città uno spettacolo capace di coinvolgere cittadini e visitatori.
Il presidente dell’Istituto Suzuki Italiano, Alessandro Andriani, ha evidenziato il valore simbolico della scelta di Napoli per celebrare il cinquantesimo anniversario del Metodo Suzuki in Italia. Una città dove la musica appartiene profondamente all’identità collettiva e che diventa il luogo ideale per testimoniare la forza di un progetto educativo capace, da mezzo secolo, di unire bambini, famiglie e insegnanti attraverso un linguaggio universale.
Sul legame tra il Metodo Suzuki e la tradizione musicale napoletana si è soffermata anche Federica Castaldo, presidente della Fondazione Pietà de’ Turchini. Secondo Castaldo, l’apprendimento fondato sull’ascolto, sull’imitazione e sulla pratica precoce richiama da vicino il modello con cui si formavano i musicisti della scuola barocca napoletana, creando una naturale continuità storica e culturale che rende Napoli una sorta di casa ideale per questa esperienza educativa.
Sulla stessa linea il direttore della Fondazione FOQUS, Renato Quaglia, che ha ricordato come il Metodo Suzuki valorizzi ogni bambino senza trasformare l’apprendimento in una competizione, privilegiando invece la gioia del fare musica insieme e la crescita condivisa.
Ideato dal violinista e pedagogista giapponese Shinichi Suzuki, il metodo si basa sull’idea che il talento non sia un dono riservato a pochi, ma una capacità che può svilupparsi grazie a un ambiente favorevole, all’ascolto quotidiano, alla pratica costante e al coinvolgimento della famiglia. Durante la Convention i giovani musicisti saranno impegnati in attività dedicate a numerosi strumenti, dal violino al violoncello, dalla viola al contrabbasso, passando per pianoforte, flauto, chitarra e arpa.
Alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato anche alcuni allievi che hanno offerto un breve momento musicale insieme ai maestri Guido Tazza (chitarra), Marco Messina (flauto) e Rosario Trivellone (violino), offrendo un’anticipazione dello spirito della manifestazione: una grande festa della musica nella quale il protagonismo dei bambini diventa il motore di un progetto educativo che, dopo cinquant’anni, continua a crescere e a coinvolgere migliaia di famiglie in tutta Italia.
Alessandro Manna

