In piazza cittadini e movimenti per denunciare la guerra economica contro il Paese latinoamericano.
Mercoledì 10 dicembre, Napoli diventa uno dei centri della mobilitazione internazionale in difesa del Venezuela e della sovranità dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi. In Piazza della Repubblica, alle 16:30, attivisti, cittadini e realtà sociali si riuniranno per ribadire un messaggio chiaro: la guerra economica, politica e diplomatica contro Caracas deve finire.
La manifestazione, promossa dalla Rete Campana di solidarietà con il Venezuela Bolivariano insieme alla Rete dei Comunisti, si inserisce in una giornata globale che punta a rompere il silenzio mediatico e a contrastare l’immagine distorta spesso diffusa sul Paese sudamericano. La locandina diffusa dagli organizzatori, che unisce la mappa del Venezuela ai colori vividi della sua bandiera, sintetizza perfettamente lo spirito dell’iniziativa: difendere la dignità di un popolo che resiste.

Da anni il Venezuela affronta una dura crisi aggravata da sanzioni economiche, misure unilaterali e atti di pressione internazionale che colpiscono la vita quotidiana della popolazione. Queste misure, presentate come strumenti politici, hanno invece effetti concreti su beni essenziali, risorse energetiche, transazioni finanziarie e accesso ai mercati.
La giornata di mobilitazione vuole ricordare che tali azioni non rappresentano solo una strategia geopolitica, ma un attacco diretto al diritto di un Paese di decidere autonomamente il proprio cammino politico, economico e sociale.
In un’epoca in cui i conflitti si moltiplicano e le ingerenze diventano sempre più aggressive, iniziative come quella napoletana assumono un significato particolare. Portano in Europa la voce di un popolo che continua a difendere la propria indipendenza e il proprio modello sociale, nonostante le difficoltà.
La solidarietà internazionale è un atto politico e umano: significa riconoscere che dietro alle narrazioni costruite si muovono comunità reali, con aspirazioni, conquiste e volontà di autodeterminazione.
La mobilitazione richiama l’attenzione anche sull’intera area latinoamericana e caraibica, spesso teatro di tentativi di destabilizzazione e pressioni esterne. Difendere il Venezuela significa difendere l’idea stessa che i popoli dell’America Latina possano scegliere liberamente il proprio destino, senza interferenze né imposizioni.
La piazza di Napoli si prepara dunque a lanciare un messaggio forte: la pace, il dialogo e il rispetto della sovranità devono prevalere sulle logiche di contrapposizione e sulle misure punitive. E oggi, più che mai, il Venezuela non deve essere lasciato solo.

