L’arcivescovo di Napoli invita credenti e istituzioni a una visione più umana della politica
Durante la celebrazione dell’Immacolata, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, ha lanciato un appello che suona come un invito urgente rivolto a credenti e istituzioni. Nel cuore della sua omelia, il cardinale ha richiamato il bisogno, oggi più che mai evidente, di uomini e donne capaci di unire coraggio e umiltà, di persone disposte a mettere da parte il vantaggio personale per restituire centralità al bene comune. “La politica – ha ricordato – non dovrebbe essere la competizione del prevalere sull’altro, ma un terreno dove si costruisce insieme”
Battaglia ha poi denunciato la deriva culturale del nostro tempo, in cui anche il confronto pubblico sembra piegato alla logica aggressiva dei consensi facili e dei “like”. Un meccanismo che, a suo dire, svuota il linguaggio e logora la coscienza collettiva. Da qui il suo invito a recuperare misura, gratuità, capacità di rifiutare scorciatoie, e soprattutto l’attenzione al volto dell’altro, riconosciuto come un luogo sacro. È questa, ha affermato, la politica come gesto di cura.
Il porporato ha insistito sul fatto che dietro ogni decisione istituzionale non ci sono cifre astratte, ma vite reali: famiglie, bambini, persone che attendono risposte concrete. Per questo, chi assume responsabilità pubbliche deve sentirsi custode della città e della terra in cui vive, non proprietario. Solo chi ama senza calcoli – ha detto – può realmente rinnovare la speranza del territorio.
Rivolgendosi infine a chi opera nelle istituzioni, Battaglia ha lanciato un monito: non temere la verità, né la perdita di consenso quando si difende la giustizia. Il timore vero, ha spiegato, dovrebbe essere un altro: dimenticare i volti, smettere di ascoltare, rinunciare ai sogni. Perché la politica, nella sua essenza più pura, è amore che diventa istituzione, responsabilità che si traduce in speranza, servizio capace di generare futuro.
Come da tradizione, dopo la messa la celebrazione è proseguita in piazza: i vigili del fuoco hanno deposto una corona ai piedi della statua della Madonna posta in cima alla guglia dell’obelisco. Un gesto accolto dall’applauso caloroso della folla radunata.
Ciro Crescentini

