Federico II, occupato Rettorato: “Manfredi nella cabina regia di Bagnoli, faccia chiarezza”

Protesta degli studenti: “No ad un atteggiamento supino di saperi e accademia all’autoritarismo del governo e alla speculazione privata”. Mercoledì assemblea in Galleria Umberto in coincidenza con la riunione in prefettura

NAPOLI – Un blitz degli studenti per occupare il rettorato della Federico II contro l’annunciata partecipazione del rettore Manfredi alla cabina di regia del commissariamento di Bagnoli e “contro un atteggiamento supino – affermano i dimostranti – di saperi e accademia all’autoritarismo del governo e alla speculazione privata”. Gli studenti chiedono che “l’università chiarisca la sua posizione in merito al commissariamento di Bagnoli.
Il Rettore Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e fratello del deputato Pd Massimiliano Manfredi, parteciperà  – affermano – mercoledì 13 alla cabina di regia commissariale per Bagnoli.  Il commissariamento di Bagnoli voluto con lo SbloccaItalia dal Governo Renzi sospende l’autorità delle istituzioni locali e scavalca le proposte dei comitati territoriali, con l’obiettivo di curare interessi e profitti di gruppi imprenditoriali che hanno già devastato Bagnoli negli scorsi decenni. L’Università non ha mai reso nota la sua opinione in merito alle proposte dei comitati ambientali: spiaggia pubblica, parco urbano, bonifica sotto controllo popolare”. Gli attivisti hanno invitato il rettore ad un confronto pubblico con gli studenti e i movimenti. L’iniziativa anticipa la manifestazione di mercoledì 13 contro il commissariamento di Bagnoli in occasione della riunione della cabina di regia.

 
LA MANIFESTAZIONE DI MERCOLEDI’- “Siamo di fronte ad un’operazione eversiva che vuol mettere Bagnoli in mano agli energumeni del cemento armato: è inaccettabile, dobbiamo impedirlo”. Vezio De Lucia il suo giudizio sull’articolo 33 dello Sblocca Italia lo ha espresso in più di una sede e lo ribadirà il 13 gennaio all’assemblea pubblica che comitati, movimenti ed associazioni di Bagnoli e Napoli promuovono alla galleria Umberto I per contestare la terza riunione della cabina di regia, che si terrà nelle stesse ore alla vicina Prefettura. Non sono bastate le previste audizioni di istituzioni e soggetti territoriali a far cambiare idea agli attivisti, per i quali chi parteciperà alla cabina “non rappresenta il territorio ed andrà solo a legittimare scelte speculative già prese in altre sedi”. “Ma quale democrazia, l’articolo 33 è chiaro: comanderanno Invitalia, la grande proprietà immobiliare come Fintecna e Caltagirone, i costruttori, le banche. La cabina di regia di Nastasi è un comitato di occupazione per spartirsi affari e territorio. Ma su Bagnoli la città non dev’essere ascoltata, deve decidere”. L’immagine di Nastasi in divisa e stivali campeggia sui cartelloni che stanno preparando per il 13 e richiama l’espressione “ministro dell’occupazione di Bagnoli” usata qualche giorno fa dal sindaco De Magistris, atteso all’assemblea insieme ad altri esponenti istituzionali che hanno aderito, come il vicesindaco della Città Metropolitana, Elena Coccia e diversi consiglieri comunali ed esponenti politici. Adesioni anche da chi non potrà partecipare perché fuori Napoli ma ugualmente in prima fila nella lotta per Bagnoli, come il giurista Paolo Maddalena e gli urbanisti Paolo Berdini ed Edoardo Salzano, che collaborano alla cabina di regia ombra organizzata dai comitati bagnolesi per controbattere puntualmente le iniziative della cabina ufficiale. Contro il commissariamento di Bagnoli si compatta ed espande in città un fronte eterogeneo dove a semplici cittadini, studenti, spazi occupati e comitati si affiancano pezzi di istituzioni e strutture politiche, tecnici, sindacati, docenti universitari, associazioni ambientaliste e strutture di volontariato.

 

L’assemblea di mercoledì è promossa da decine di soggetti, grandi e piccoli ma ognuno impegnato con attività concrete nel tessuto sociale cittadino: la volontà di tutti è dimostrare che la democrazia non abita negli uffici del commissario ma in un’iniziativa che vuol parlare di Bagnoli, e non solo: “Entreremo nel merito politico e tecnico della riqualificazione di Bagnoli, la bonifica, il parco verde, la spiaggia pubblica” dice Annamaria D’Urso di Cittadini per Bagnoli, l’associazione che ha presentato con i Vas il ricorso ad adiuvandum contro l’articolo 33 “che vogliamo inquadrare nei grandi temi dell’area metropolitana di Napoli: democrazia, lavoro, difesa dell’ambiente e della salute, riqualificazione delle periferie e sviluppo sostenibile”. Non a caso sono previsti gli interventi della Fiom, che con il segretario nazionale Landini si è impegnata a verificare una proposta per lo sviluppo produttivo dell’area di Bagnoli, e dei comitati No Triv e contro l’eolico selvaggio dell’Irpinia, uniti a Bagnoli dalla lotta contro lo SbloccaItalia e per un altro modello di sviluppo; del docente di agraria Massimo Fagnano, responsabile del progetto Life-Ecoremed sulla bonifica dei terreni inquinati nel SIN “Litorale domizio-Agro aversano”, e del vicepresidente di Medicina Democratica, Paolo Fierro, da sempre attiva nel documentare i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento industriale dell’area. Sarà presente anche una delegazione dei lavoratori del teatro San Carlo, che hanno già subito la “cura” del commissario Nastasi.

L’assemblea inizierà alle 17. Aderiscono ed interverranno, tra gli altri: Vezio De Lucia, urbanista; Andrea Amendola, segretario generale della FIOM Campania; Elena Coccia, vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli; Anna Maria Cicellyn Comneno, segretaria di Legambiente Centro Antico Napoli; Nicola Lamonica ed Hermes Ferraro, coordinatori regionale e cittadino dei Verdi Ambiente e Società; l’ornitologo Maurizio Frassinet, presidente dell’ASOIM; l’agronomo Massimo Fagnano ed il biologo Angelo Genovese, dell’università “Federico II”; Paolo Fierro, di Medicina Democratica; Giovanni Lamagna, del Comitato per la difesa della Costituzione Napoli; Gabriele Gesso, segreterio del PRC Napoli; Antonio Frattasi, segretario del PdCI Napoli; Francesco Amodio, dei CoBas Napoli; Roberto Buglione dei NoTriv Irpinia; Michele Sollazzo, dei comitati No Eolico Selvaggio; i consiglieri comunali Amodio Grimaldi, Antonio Fellico, Arnaldo Maurino, Gennaro Esposito, Pietro Rinaldi, Vittorio Vasquez

Alle 19.30 è prevista la chiusura della manifestazione con un breve ed ironico corteo che deporrà davanti alla Prefettura un grande pacco di cartapesta, simbolo delle false promesse di Renzi per Bagnoli, e poi andrà via in silenzio: saranno allora in corso le audizioni delle poche associazioni bagnolesi che hanno accettato la convocazione, poste miseramente in coda al programma del commissario (“quattro gatti che solo la voce di Caltagirone ha avuto la faccia tosta di accreditare come rappresentanti del territorio” ironizzano gli attivisti, citando un trafiletto anonimo apparso su Il Mattino di sabato). Un pacco vuoto in una piazza buia, quattro gatti, la luna: sarà questo il saluto di Napoli a Nastasi, che forse immaginava un’altra accoglienza.

(Foto Massa Critica/Fb)

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