Nessuna discontinuità, solo spartizione del potere, secondo il movimento di opposizione
In Campania, le promesse di rinnovamento sembrano già scontrarsi con la realtà delle alleanze e degli equilibri di potere. Mentre a livello nazionale la leadership di Elly Schlein nel Partito Democratico continua a proporre l’idea di una svolta progressista, a livello regionale si stringe un accordo che, secondo Potere al Popolo, rappresenta “l’ennesimo rito pre-elettorale” fondato su spartizioni e lottizzazioni.
Nel mirino del movimento c’è il patto tra PD, Movimento 5 Stelle, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’area politica che fa riferimento a Vincenzo De Luca, presidente della Regione uscente. L’intesa, ormai ufficiosamente confermata dai principali attori del centrosinistra campano, prevederebbe la nomina di Piero De Luca – figlio del governatore e già deputato – come nuovo segretario regionale del PD, la candidatura alla presidenza della Regione di Roberto Fico e un pacchetto di assessorati destinati a esponenti vicini a De Luca nella prossima consiliatura.
Per Potere al Popolo si tratta di una messinscena. “Si conclude – quindi – l’ennesimo stucchevole rito pre-elettorale dove, dopo un po’ di ammuina, si è proceduto con il classico metodo della spartizione, della lottizzazione e della reciproca convenienza”, si legge nel comunicato diffuso dal movimento.
Anche il Movimento 5 Stelle viene accusato di ambiguità: pur avendo formalmente preso le distanze dal “sistema De Luca”, non avrebbe mai costruito una reale opposizione. “Negli anni, pur mantenendo formalmente una distanza verso l’operato di De Luca, non hanno mai concretamente agito per alimentare dissenso e conflitto verso i padroni di Palazzo Santa Lucia”, afferma il testo.
La critica di fondo riguarda l’assenza di qualsiasi discontinuità politica e programmatica. Anziché avviare una riflessione seria sul decennio deluchiano, secondo Potere al Popolo le forze del “Campo Largo” mostrano un atteggiamento di piena legittimazione verso quella stagione. “Ovviamente sul versante programmatico nessuna seria autocritica, anzi registriamo atteggiamenti apologetici verso l’operato e i provvedimenti della stagione deluchiana”, denunciano.
Ma il movimento guarda avanti e annuncia la propria partecipazione alle elezioni regionali del 2025, con l’obiettivo di rappresentare un’alternativa netta, popolare e autonoma. “Potere al Popolo sarà presente alla sfida elettorale. Un percorso di denuncia, aggregazione e consolidamento organizzativo che vogliamo intraprendere insieme a chi rifiuta la logica del ‘meno peggio’ e della ‘riduzione del danno’”, si legge ancora.
L’obiettivo dichiarato è costruire un fronte alternativo tanto alla destra quanto al centrosinistra, capace di parlare a chi oggi è escluso o disilluso. “Per costruire una reale alternativa politica alle destre e al centrosinistra. Un cammino verso un’autentica rinascita della Campania sul piano sociale, sanitario, ecologico e del lavoro”, conclude il comunicato.
In un quadro regionale che sembra puntare ancora una volta su nomi e logiche del passato, Potere al Popolo prova dunque a posizionarsi come unica opposizione strutturata a un centrosinistra che, pur cambiando volto, appare ben lontano da qualsiasi rottura con le vecchie dinamiche di potere.
Red
