Al Comune il sindaco parla dopo l’assoluzione: “Non mi sono avvalso della prescrizione. Facciano una commissione di inchiesta sul perché mi hanno tolto Poseidone e Why not”

NAPOLI – “Voglio dire al presidente del consiglio Renzi che vedo ancora un po’ incerto: stai sereno perché il sindaco è stato assolto”. Non la manda a dire Luigi de Magistris, esaltato dall’assoluzione, durante la conferenza stampa a Palazzo San Giacomo “Oggi – spiega – mi sento più forte perché ci sono donne e uomini che ci fanno credere nelle istituzioni come i giudici onesti e coraggiosi che ieri hanno preso una decisione non facile dopo la sentenza di primo grado”. Il primo cittadino vuota il sacco, scaricando le tossine di mesi passati sotto il fuoco degli attacchi. Rievoca il “paradosso che gli investigati sono diventati investigatori”. E se la prende anche con certa stampa. “Non mi sono avvalso della prescrizione, come scrivono alcuni quotidiani”. E in particolare “il maggior quotidiano cittadino parla di milioni di intercettazione nella indagine Why not: non c’è neanche una intercettazione, ma solo acquisizione di tabulati”.

Il sindaco è un fiume in piena, ma lascia la porta aperta ad altre rivelazioni “Non parlo molto del perché sono stato fermato come magistrato, lo spiegherò prossime settimane. Cosa ha messo in campo quel sistema dieci anni fa. La Severino  – dichiara – nei miei confronti sarebbe stata una ingiustizia. Non è causale che la legge sia stata fatta durante mio processo. Quando mi sono candidato non c’era”. Torna indietro a all’epoca delle indagini di Catanzaro. “Ci dobbiamo interrogare su quella inchiesta. Cito solo un nome: Mercuri. Qualche giorno fa leggiamo di un’indagine su riciclaggio di Cosa Nostra. Vengono coinvolti vertici Unicredit. Gente coinvolta nella indagine Poseidone che mi è stata sottratta. Oggi leggo che Mercuri è uno dei punti terminali dell’inchiesta. Qualcuno in Parlamento mi auguro voglia istituire una commissione sul perché mi è stata tolta l’indagine”. Ma de Magistris ringrazia chi lo ha sostenuto in questo periodo. “Penso a cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato il Tar un anno fa, cosa sarebbe accaduto se avessi mollato, la gente di Napoli mi ha dato forza. Oggi avremmo avuto un commissario, ma non abbiamo mollato. Ho trovato gente che mi ha detto che stavo subendo una porcheria”. Ora l’attenzione si sposta agli ultimi mesi di mandato e alla nuova sfida per le comunali. “Eliminare il marcio dalle istituzioni, In campagna elettorale parlerò del fatto che noi siamo presentabili. Chi sono i poteri forti che avete combattuto? La cosa importante è fare nomi e cognomi”. C’è spazio per alcuni retroscena sui momenti successivi alla assoluzione. “Mi hanno telefonato De Luca, e il presidente della regione Puglia, ma soprattutto ho avuto alcune telefonate da alcuni miei ex colleghi magistrati”. Un bilancio della vicenda? “Questo è stato un attacco a Napoli, perché questa città ce la sta mettendo tutta a cambiare: quattro anni fa il popolo ha scelto e questo mandato deve arrivare alla fine. Poi decideranno il prossimo sindaco”.

Barbara Tafuri

(Foto Ufficio stampa Comune di Napoli)

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