Covid, De Luca riapre le elementari: anzi no

In mattinata il governatore annuncia la ripresa della didattica in presenza da lunedì. Poi la smentita nell’ordinanza notturna: non si riapre, salvo ulteriori ripensamenti legati all’andamento dell’epidemia

Misure anti Covid, De Luca annuncia la riapertura delle scuole elementari, da lunedì: anzi no. Cronaca di una giornata sull’ottovolante, per la scuola in Campania. “Autorizziamo da subito progetti speciali per bambini disabili autistici. Da lunedì riprendono anche le attività delle elementari”. Questo dichiara ieri mattina il governatore, dopo una riunione tra l’assessore Lucia Fortini e le organizzazioni scolastiche. “Ovviamente – aggiunge De Luca – i dirigenti scolastici devono rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano condizioni di sicurezza”. Ovviamente. Ma queste parole sono un balsamo, per tante mamme sul piede di guerra da giorni. Da quando, giovedì, la Regione ha deciso lo stop alle lezioni in presenza, fino al 30 ottobre, per le scuole di ogni ordine e grado. In tanti esultano, anche se la riapertura delle elementari è una vittoria parziale: le classi restano chiuse per tutti gli altri cicli di istruzione. La decisione, comunque, entrerà nell’ennesima ordinanza, la numero 82, in via di pubblicazione. Nel pomeriggio di ieri, l’Unità di crisi ne diffonde un’anticipazione. E qui però, i toni si fanno cauti, rispetto alle precedenti dichiarazioni di De Luca. Si parla di “orientamento alla riapertura delle attività in presenza delle scuole elementari da lunedì 26 ottobre”. Una decisione, tuttavia, “subordinata a un’ulteriore verifica che sarà svolta nei prossimi giorni sull’andamento dei contagi registrato nel personale scolastico e negli alunni”. Un sì condizionato al ritorno tra i banchi, insomma, per le elementari. Ma pur sempre un sì. Tuttavia i dubbi iniziano ad affiorare. E diventano disorientamento in nottata, quando finalmente De Luca sforna l’ordinanza. Il testo si presenta come un periodo ipotetico, disseminato di incognite. Ma la retromarcia sembra innestata. “Salva ogni ulteriore determinazione in conseguenza dell’andamento della situazione epidemiologica quotidianamente rilevata – scrive il governatore-, con decorrenza dal 21 ottobre e fino al 30 ottobre 2020 è confermata la sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole primaria e secondaria, fatta eccezione per lo svolgimento delle attività destinate agli alunni con disabilità
ovvero con disturbi dello spettro autistico, il cui svolgimento in presenza è consentito, previa valutazione delle specifiche condizioni di contesto da parte dell’Istituto scolastico”. In pratica – eccetto che per allievi disabili e autistici – resta lo stop alla didattica in presenza, fino al 30 ottobre. A differenza di quanto riferito da De Luca alcune ore prima. Ma la chiusura potrebbe essere ancora revocata, in un valzer di ripensamenti, su cui aleggiano imprecisate verifiche. “E’ dato mandato all’Unità di crisi regionale – aggiunge infatti il testo – del costante monitoraggio e valutazione della situazione dei contagi sviluppatisi sul territorio in ambito scolastico e dei relativi casi connessi a “contatti stretti”, al fine dell’eventuale riapertura della attività in presenza della scuola primaria a decorrere dal 26 ottobre 2020”. Eventuale: quindi, nessuna certezza sulla ripartenza delle lezioni in presenza. Qualcosa, non ancora noto, può aver determinato la robusta frenata. E la delusione serpeggia, tra le mamme in rivolta.

Gianmaria Roberti

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