Coronavirus, in Campania stop alle librerie: tutti i divieti prorogati al 3 maggio

Nuova stretta di De Luca, bloccata la riapertura dei negozi di libri, prevista da norme statali. Consentita l’attività a negozi per bambini due giorni a settimana, per mezza giornata. Trasporto pubblico: obbligo di mascherine per viaggiatori e autisti

Coronavirus, nuova ordinanza di De Luca: in Campania non riapriranno le librerie, martedì 14 aprile, come previsto dall’ultimo decreto del premier Conte. Parziale riapertura, invece, per i negozi per bambini. Dunque, ennesimo giro di vite, più severo rispetto agli ultimi provvedimenti statali. Confermati tutti i precedenti divieti, anche in materia di spostamenti, fino al 3 maggio. Nell’ordinanza numero 32 il governatore stabilisce che “il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati è consentito nelle mattinate del martedì e del venerdì con orario 8,00-14,00. Nella settimana del 1 maggio 2020, l’apertura è consentita nelle mattinate del martedì e del giovedì, secondo l’orario sopra indicato”. Niente da fare, invece, per “il commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e libri”, sospeso, ad eccezione “di quello già esercitato nelle edicole, negli ipermercati e nei supermercati, nelle tabaccherie, nonché dalla grande distribuzione multimediale e via internet”. Nuove disposizioni anche in tema di trasporto pubblico locale, per cui si impone l’obbligo di adozione dei dispositivi di protezione individuale per il personale a bordo e per i passeggeri. Quindi obbligatorie le mascherine, se si intende viaggiare sui mezzi pubblici, su cui si ordina pure la frequente sanificazione, a carico delle aziende. Inoltre, si inizia a ragionare di riapertura per negozi, attività di ristorazione, fiere e mercati, dopo il 3 maggio. In tal senso è demandato all’Unità di Crisi regionale di individuare “idonei protocolli di sicurezza per la verifica delle condizioni di salute degli operatori delle attività che saranno successivamente abilitate all’esercizio e per l’adozione di misure di prevenzione adeguate a tutela dei lavoratori e degli utenti”.

Cantieri edili. Tra le altre cose, l’ordinanza detta disposizioni in previsione di una riapertura dei cantieri edili, sempre in data successiva al 3 maggio. In giornata si sono registrate alcune dichiarazioni di De Luca. “In relazione alle attività edili, abbiamo verificato il calendario, – spiega il presidente della Regione – è evidente che, per ragioni organizzative delle imprese, i cantieri potrebbero aprire non prima del 20 aprile, ma dovrebbero chiudere dopo pochi giorni, per il fine settimana del 25/26. Poi sarebbe possibile l’attività da lunedì 27 a giovedì 30. Solo pochi giorni utili per una attività comunque a singhiozzo. Riteniamo allora che sia ragionevole una ripresa subito dopo il 3 maggio”. Questo ulteriore periodo di fermo dovrebbe, però, servire a stabilire le regole per ripartire. “Intendiamo utilizzare questi giorni per un incontro operativo – spiega De Luca – con l’Associazione dei costruttori, per definire con la task force della Regione tutte le procedure di tutela sanitaria del personale, per le quali si darà tutto l’aiuto necessario. Possiamo utilizzare questo periodo per far sì che l’attività lavorativa possa partire in pieno, senza ulteriori preoccupazioni, e senza dover magari richiudere il cantiere per la presenza di personale contagiato. Sarà programmato un analogo incontro con gli imprenditori balneari”. All’Unità di Crisi regionale si affida il compito di definire “sin d’ora, anche in concerto con l’Ance, le più idonee modalità operative”. L’obiettivo è “assicurare, da parte delle singole imprese, in vista della successiva ripresa delle attività – si legge nell’ordinanza-, l’acquisizione dei necessari dispositivi di protezione individuale, il controllo dello stato di salute degli addetti e la predisposizione di adeguati protocolli di sicurezza da adottarsi nella varie fasi dell’attività, in conformità ai documenti dell’Oms e dell’Istituto Superiore di Sanità, nonchè delle disposizioni ministeriali vigenti per il settore interessato”.

La curva dei contagi risale. Nel provvedimento vengono specificati anche i presupposti di fatto, per la proroga delle misure. Tra questi c’è l’odierno report dell’Unità di crisi. “Risultano diffusi sul territorio – afferma l’ordinanza – nuovi e diversi cluster familiari e locali, presumibilmente originati dalla inosservanza delle misure di distanziamento sociale prescritte, che destano notevoli preoccupazioni per il potenziale allargamento degli attuali focolai”. La persistenza di focolai è tra le cause della nuova risalita nella curva dei contagi. “Secondo quanto già verificatosi nei Paesi nei quali l’epidemia si è manifestata in origine – scrive De Luca-, è verosimile che possa verificarsi una recrudescenza dei contagi che potrebbe comportare a sua volta una nuova ondata di contagi e pertanto i risultati ad oggi conseguiti nel contenimento della diffusione della malattia non sono sufficienti ad allentare le misure di prevenzione ad oggi poste in essere; dopo un momentaneo arresto dell’incremento dei casi di contagio, negli ultimi giorni si è registrata nuovamente una curva crescente della diffusione del virus, tanto su scala nazionale quanto regionale e, a fronte della descritta situazione, pervengono dalle Forze dell’Ordine segnalazioni circa l’incremento delle violazioni delle vigenti prescrizioni e misure, nazionali e regionali, sul territorio regionale della Campania”.

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