Coronavirus, De Luca mette in quarantena Ariano Irpino. Riti religiosi, stop al calice

In isolamento il comune avellinese, individuato un focolaio: 21 contagiati su 37 della provincia. Allarme per i rientrati dalle ex zone rosse: sono 370, già infettati 125 cittadini. “Dato suscettibile di considerevole aumento”

Emergenza coronavirus, De Luca mette in quarantena tutta la popolazione di Ariano Irpino, fino al 31 marzo. Un’ordinanza vieta di entrare e uscire dal Comune avellinese, “visto l’aumento dei contagi verificato – spiega una nota – dai dati riferiti al Comune della provincia di Avellino. Si è ritenuto indispensabile e urgente applicare una misura rigorosa per isolare il focolaio”. “Chiediamo a tutti i cittadini – dice il governatore – di collaborare per il contenimento del contagio e quindi per il rispetto di questa e delle altre ordinanze”. In mattinata, dalla Regione arriva anche un ammonimento alle comunità religiose. Si invitano “a non procedere nella celebrazione di riti che prevedono assembramenti di massa”. In particolare, si raccomanda “di non praticare, nella maniera più assoluta, la tradizione di bere dallo stesso calice”. Perché si sono “verificati gravissimi episodi di contagio derivanti da questi comportamenti”. Quindi “è assolutamente vietato praticarli”.

L’ordinanza per Ariano Irpino. L’ordinanza di De Luca motiva, dati alla mano, la decisione di isolare Ariano Irpino, dove insiste un focolaio infettivo. “Alla data del 14 marzo 2020 – si legge-, è stato comunicato dai competenti uffici del Dipartimento di prevenzione della Asl di Avellino che, nell’area Irpina, risultavano allo stato contagiati n.19 cittadini,
dei quali 12 residenti nel Comune di Ariano Irpino”. Tuttavia oggi, 15 marzo, il report dell’Asl all’Unità di crisi regionale comunica che “la situazione si è ulteriormente aggravata, in quanto i contagiati nella provincia risultano aumentati a n.37, di cui 21 nel solo territorio di Ariano Irpino; si è altresì verificato il primo caso di decesso in Irpinia”. Decisivo sembra, inoltre, essere “il dato relativo ai soggetti rientrati dalle ex zone rosse”, che ammonta “a 370 persone e i contatti diretti ai
soggetti contagiati, ad oggi ammontante a n.125 soggetti”. Un dato “suscettibile di considerevole aumento”, alla luce delle inchieste epidemiologiche in atto.

“La situazione che vede coinvolti i cittadini del Comune di Ariano Irpino – afferma il provvedimento – risulta di particolare gravità, tenuto conto del numero dei contagiati e dell’alto rischio di ulteriore e progressivo
incremento, in considerazione delle modalità con cui si è sviluppato il primo contagio- avvenuto in circostanze che hanno coinvolto un elevatissimo numero di persone (oltre duecento) – e degli ulteriori
contagi, che rischiano di determinare un grave ampliamento dei focolai di infezione”. Sulla base di questo, il governatore ritiene indispensabile “adottare misure di estrema urgenza, aggiuntive rispetto a quelle
vigenti, volte ad evitare il più possibile episodi ed occasioni di contagio, tenuto conto delle gravissime ed irreparabili conseguenze collegate all’eventuale ulteriore incremento delle positività al virus”, anche per il
“concreto rischio di paralisi dell’assistenza agli ammalati per insufficienza di strutture e strumentazioni, idonee, allo stato, a fronteggiare un aggravio dell’emergenza già in essere, stante la crescita esponenziale della curva di contagio, scientificamente attestata con riferimento ai territori nei quali i
focolai si sono registrati antecedentemente”. Il quadro descritto, dunque, è fosco. “Nel contesto descritto – afferma l’ordinanza-, eventuali spostamenti in ingresso ed in uscita dal territorio del Comune di Ariano Irpino, peraltro destinati ad incrementarsi a partire dalla giornata del 16 marzo 2020, anche per la ripresa delle attività lavorative, esporrebbero la popolazione al concreto gravissimo rischio di incremento esponenziale della diffusione del virus”. Quindi ricorrono le condizioni di estrema necessità ed urgenza per l’adozione di misure volte ad impedire gli spostamenti. Vengono disposti il divieto di allontanamento dal territorio comunale per tutti gli individui presenti; il divieto di accesso; la sospensione delle attività degli uffici pubblici, eccettuata l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. ” “È fatta salva la possibilità di transito – aggiunge De Luca – in ingresso e in uscita dal territorio comunale da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività
relative all’emergenza nonché degli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. Ed è comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. I trasgressori rischiano una denuncia per inosservanza inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

“In relazione alla messa in quarantena di Ariano Irpino – dichiara De Luca – ho impegnato l’Asl di Avellino a sviluppare un’attività di monitoraggio e controllo intensa e straordinaria per i prossimi 15 giorni nei comuni vicini. La sensazione che si ha in queste ore, in attesa di una valutazione più puntuale e scientifica sui contagi, è che si stiano scontando due fenomeni. Il primo, è l’inizio di una ricaduta legata all’arrivo dalle aree più contagiate del Nord di migliaia di persone in maniera affrettata e non controllata. La seconda causa è la presenza ancora oggi di comportamenti individuali assolutamente irresponsabili. Come è capitato ad Ariano, e come si è verificato in un paese dell’area a sud della Campania dove i membri di una comunità, dopo aver dato vita a una loro cerimonia, hanno bevuto tutti dallo stesso calice, ritenendo forse di compiere un gesto mistico”. Per il governatore “è necessario in queste ore il massimo di responsabilità e anche il massimo di rigore possibile nei confronti di chi vìola le regole elementari e gli obblighi di legge dettati dalle autorità sanitarie. Questo è un dovere verso i nostri concittadini ed è un atto di rispetto per tutto il personale medico e infermieristico del 118 che è impegnato in un lavoro straordinario da settimane”. Tuttavia “non c’è ad oggi alcun motivo di panico. La situazione in Campania rimane sotto controllo al netto di comportamenti irresponsabili e di episodi nazionali francamente evitabili”.

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