Nuovo decreto Coronavirus: medici militari, utilizzo alberghi e cliniche per aiutare la sanità

Da governo 1,1 miliardi in più.Incentivi ai medici e infermieri 

 Il governo corre in soccorso del sistema sanitario nazionale, provato come mai prima d’ora per l’emergenza coronavirus. Lo fa stanziando soldi in più (oltre 1,1 miliardi aggiuntivi per i fabbisogni sanitari e 1,5 miliardi direttamente per la Protezione civile), ma lo fa anche con norme straordinarie, coinvolgendo tutte le forze a disposizione:
pubbliche, incentivando i medici e facendo ricorso ai militari, e private, chiamando all’appello anche le cliniche e gli alberghi.
Nel maxi-decreto ‘Cura-Italia’ su cui si è concentrato il lavoro del consiglio dei ministri il capitolo sanità è, non a caso, il primo e va dal potenziamento della distribuzione dei presidi sanitari, le mascherine, all’arruolamento di medici e infermieri militari, fino all’inevitabile aumento su base regionale dei posti letto in terapia intensiva.

Ecco in sintesi le misure in arrivo


CLINICHE PRIVATE COME OSPEDALI: le strutture sanitarie private, accreditate e non, devono mettere a disposizione il loro personale sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno remunerate dalle Regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.
ALBERGHI REQUISITI PER LE QUARANTENE: Il commissario della Capo Protezione Civile può disporre la requisizione di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, necessari per fronteggiare l’emergenza. Il Prefetto può disporre la requisizione anche di alberghi per ospitare chi è in isolamento.
MAXI-STRAORDINARI PER MEDICI E INFERMIERI: aumenta il valore orario delle prestazioni straordinarie svolte dal personale sanitario direttamente impiegato nella lotta al COVID-19. Lo stanziamento è di 15 milioni. E’ inoltre possibile mantenere in servizio il personale che ha raggiunto i requisiti per la pensione.
REGIONI LIBERE DA REGOLE E TETTI: Regioni e province autonome potranno stipulare contratti per prestazioni sanitarie in deroga ai limiti di spesa. Possono inoltre attivare, in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza.
CHIAMA PER MEDICI MILITARI: I presidi sanitari straordinari riguardano anche il servizio sanitario militare. Il personale medico e infermieristico militare cresce di 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale di un anno.
PIU’ MASCHERINE: Sarà consentito produrle in deroga alle norme vigenti. Basterà un’autocertificazione delle aziende all’Istituto superiore di sanità in cui si garantiscano i requisiti di sicurezza. L’Iss avrà due giorni per dare il via libera. Sono confermati gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono e vengono stanziati 50 milioni da distribuire alle aziende per l’acquisto di guanti e mascherine da fornire ai lavoratori.
PIÙ FONDI ALLE FORZE DELL’ORDINE: Il ministero dell’Interno stanzia 58 milioni per straordinari e le spese igienico-sanitarie e si calcolano “prudenzialmente in 4.000 unità il contingente delle Forze di Polizia” impiegate “nelle attività di ordine pubblico, controllo del territorio e pubblico soccorso riconnesse all’emergenza epidemiologica”

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