Coronavirus, carcere di Salerno: la rivolta dei detenuti contro la sospensione  dei diritti minimi

La protesta è rientrata in serata

Rivolta al carcere di Salerno-Fuorni “Antonio Caputo”. Oltre 120 detenuti sono saliti sul tetto della struttura contestando la scelta assunta dalla direzione della casa circondariale di sospendere i colloqui con i familiari fino al prossimo 31 maggio per l’allerta Coronavirus. L’iniziativa di lotta è iniziata nel primo pomeriggio ed è terminata intorno alle 20 dopo una lunghissima trattativa con i rappresentanti delle forze dell’ordine e della direzione penitenziaria. Mentre all’interno infuriava la rivolta, all’esterno della casa circondariale si sono radunati alcuni familiari dei detenuti che hanno evidenziato come lo stop ai colloqui neghi “l’unico diritto” che ha chi è costretto all’interno del carcere. La scelta azzardata assunta dalla direzione della Casa Circondariale ha alimentato una preoccupante tensione sociale. Una tensione che poteva essere evitata responsabilizzando i detenuti e i loro familiari ricercando soluzioni condivise.  L’emergenza sanitaria non si può affrontare ridimensionando i diritti minimi dei detenuti. Il vero problema da risolvere sono le carceri sovraffollate. Un  problema che finora non è stato affrontato dalle istituzionali nazionali.

Ciro Crescentini

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