Compravendita di voti a Torre del Greco, 14 misure cautelari: due politici coinvolti

Inchiesta sulle comunali 2018, ai domiciliari il consigliere Stefano Abilitato. Divieto di dimora per Ciro Piccirillo

Elezioni e presunti voti comprati, questa mattina Torre del Greco si è svegliata con un blitz. I carabinieri della locale compagnia hanno dato esecuzione a 14 misure cautelari emesse dal Gip di Torre Annunziata, a carico di altrettanti indagati, per un’inchiesta relativa alle comunali dell’anno scorso. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, al voto di scambio elettorale, agli attentati contro i diritti politici del cittadino, alla rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, al favoreggiamento e alla detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra. Due i politici coinvolti: i consiglieri di maggioranza Stefano Abilitato, agli arresti domiciliari, e Ciro Piccirillo, colpito dal divieto di dimora. Piccirillo è un poliziotto in aspettativa per l’incarico amministrativo, alla terza consiliatura, sempre nella coalizione vincente alle elezioni. Abilitato, ex esponente di Forza Italia, è stato eletto nel giugno 2018 con la lista Il Cittadino, raccogliendo 927 voti. In seguito è passato nel gruppo consiliare del Movimento Dai.

 

 

L’INCHIESTA: VOTI COMPRATI A 20 EURO. Secondo la procura di Torre Annunziata, le indagini hanno permesso di scoprire l’esistenza di un sodalizio criminale, attivo in occasione delle elezioni amministrative del 2018. La cricca avrebbe acquistato voti in cambio di somme tra i 20 e i 35 euro, generi alimentari, e promesse di posti di lavoro. Abilitato è accusato di aver fatto assumere 5 persone – in cambio della promessa di voto – nella ditta Gema. L’azienda, fino alla settimana scorsa, si occupava della raccolta dei rifiuti in città. Le assunzioni, a tempo determinato, sarebbero avvenute grazie al programma Garanzia Giovani, ed attraverso una agenzia interinale. Un modo di aggirare – legittimamente – lo scoglio di un concorso pubblico. Per Piccirillo, invece, si ipotizzano il favoreggiamento e la rivelazione di segreto di ufficio: avrebbe rivelato un controllo delle forze dell’ordine ai danni di alcuni soggetti che, proprio davanti ad un seggio, compravano voti. La città era tornata al voto l’anno scorso, registrando la vittoria del sindaco Giovanni Palomba, dopo lo scioglimento anticipato della passata consiliatura. Il ritorno alle urne era stato originato dalle dimissioni del precedente sindaco, Ciro Borriello, arrestato nell’ambito di un’altra inchiesta per presunte tangenti. Anche in quel caso era coinvolta una ditta dei rifiuti, la Fratelli Balsamo.

 

 

GLI ALTRI DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE.  Oltre ad Abilitato e Piccirillo, sono diversificate le posizioni degli altri indagati, raggiunti da misura cautelare. Quattro sono in carcere, tutte impegnate in passato nel settore rifiuti a Torre del Greco: Giovanni e Ciro Massella (padre e figlio), Giuseppe Mercedulo e Gerardo Ramondo. Ai domiciliari Andreina Vivace, Francesco Sallustio, l’ex assessore e noto commercialista Simone Onofrio Magliacano. Divieto di dimora nella città vesuviana per Salvatore Loffredo, Giuseppe Sdegno, Vincenzo Izzo, Gennaro Savastano e Domenico Pesce. Pesce è l’ex presidente della sezione Unicef di Napoli: in qualità di gestore di fatto di una locale associazione Onlus – impegnata lo scorso Natale anche in un programma di eventi natalizi promossi dall’amministrazione comunale -, avrebbe procurato pacchi Unicef, contrassegnati dalla sigla Ue, ai partecipanti del sodalizio criminale. Lo scopo sarebbe stato di donarli agli elettori in cambio del voto. Pesce si era autosospeso dall’incarico Unicef nei mesi scorsi, dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati. L’Unicef Italia, attraverso il suo portavoce Andrea Iacomini, si dice “completamente estraneo” e non ha “promosso né autorizzato alcuna distribuzione di pacchi alimentari, tanto meno con logo Unicef”. Iacomini aggiunge che l’Unicef si ritiene “parte lesa” e valuterà “eventuali azioni legali da intraprendere a sua tutela” ricordando che “il volontario Domenico Pesce non ricopre più alcun ruolo” nell’Unicef.

 

 

IL SINDACO NON INDAGATO, MA NEI VERBALI. Nell’inchiesta non risulta indagato il sindaco Giovanni Palomba, eletto nel giugno scorso alla guida di una coalizione di civiche di centrodestra. Tuttavia nei verbali alcuni indagati fanno il suo nome. Ne chiede le dimissioni il deputato del M5S Luigi Gallo, autore di un esposto in procura e di interrogazioni parlamentari sul caso. Gallo ricorda che  il movimento era stato escluso dal ballottaggio per soli 300 voti.

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