Testimoniano a favore del politico i due ras dei Casalesi e Giosuè Fioretto: “Lo conoscevano solo come compaesano”

Riecco quella parola che negli anni ’90 generò un vortice di sospetti: dissociazione. Stavolta a pronunciarla sono due esponenti di spicco dei Casalesi, Francesco Schiavone alias Cicciariello e Bernardo Cirillo, cugini rispettivamente dei capiclan Francesco Schiavone “Sandokan” e Francesco Bidognetti. Si dichiarano camorristi dissociati e non certo pentiti. Entrambi condannati con sentenza definitiva per vari reati, annunciano di voler prendere le distanze dal clan durante il processo in cui Nicola Cosentino è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Schiavone e Cirillo testimoniano a favore di Nick ‘o Mericano, dopo essere stati indicati fra i teste dalla difesa del politico, rappresentata dagli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro. Entrambi sottolineano che il clan non avrebbe mai sostenuto l’ex sottosegretario. Lo stesso fa Giosuè Fioretto, altro esponente della cosca, ascoltato sempre oggi. Tutti affermano di “conoscere Cosentino solo come compaesano” e di non aver mai saputo nulla di suoi legami con i boss Bidognetti e Francesco Sandokan Schiavone. Nel mirino dei testimoni le parole di numerosi collaboratori che accusano Cosentino. A cominciare da Luigi Guida detto “o’ drink”. Cirillo specifica inoltre di “non sapere nulla di rapporti tra Cosentino e i fratelli Orsi”, gli imprenditori dei rifiuti collusi con il clan. Guida aveva raccontato dell’accordo tra Cicciariello Schiavone e i fratelli Sergio e Michele Orsi sui rifiuti. Intesa che Schiavone gli avrebbe suggerito di replicare. Ma il bosso smentisce:  “Non avrei mai potuto dire una cosa del genere a Guida visto che nel 2002 lo invitai ad andare via da Casal di Principe perché faceva cose che non mi piacevano e nel paese mio si doveva stare tranquilli. Non disse nemmeno una parola, perché se parlava lo ammazzavo pure”.

 

L’ANNUNCIO DELLA DISSOCIAZIONE – “Sto facendo un percorso di dissociamento, nel senso che sto raccontando la mia posizione giudiziaria. Ma non collaboro, non ho niente da collaborare. Io parlo solo di me e dei reati che in passato ho commesso, degli altri non mi interessa”. Così Cicciariello Schiavone annuncia di volersi dissociare, in collegamento video dal carcere di Sassari. Cirillo spiega: “Non voglio più sapere niente della camorra e non voglio più sentire nemmeno parlare di Bidognetti che per questa parentela che abbiamo mi ha rovinato la vita”.

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