Castel Volturno, sequestrato il campo da golf

Sigilli ad uno degli impianti più grandi del Sud, realizzato su un’area demaniale da 300.000 mq. Per la procura di Santa Maria Capua Vetere la concessione sarebbe scaduta 5 anni fa, e il gestore non avrebbe versato canoni dal 2011

Maxi sequestro di un campo da golf a Castel Volturno, nel Casertano. I sigilli sono scattati per uno degli impianti più grandi del Sud, realizzato su un’area demaniale da 300.000 mq. Per la procura di Santa Maria Capua Vetere la concessione sarebbe scaduta 5 anni fa, e il gestore non avrebbe versato canoni dal 2011. Questo il comunicato diffuso dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone. “In data odierna, in Castel Volturno (CE) è in corso di esecuzione – da parte della Guardia di Finanza di Mondragone – il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – si legge -, su richiesta di questa Procura, con il quale è stato disposta l’applicazione della misura cautelare reale verso uno dei più importanti campi da golf del sud Italia, insistente su un’area demaniale di circa 300.000 mq abusivamente gestita da una nota Società per azioni partenopea attiva nel settore alberghiero”. Secondo quanto emerso dalle indagini svolte dai finanzieri, “dal 1° gennaio 2016, la Società avrebbe indebitamente sfruttato l’area demaniale marittima per i propri scopi imprenditoriali, in assenza di un valido titolo concessorio, omettendone altresì il versamento del relativo canone dal 2011. Infatti, la concessione originariamente concessa dall’Ente gestore risultava scaduta già dalla fine del dicembre 2015 e mai espressamente rinnovata o prorogata dal Comune di Castel Volturno,
risultando al caso di specie non applicabili le norme afferenti alle proroghe ex /ege disposte da vari interventi normativi succedutisi nel tempo, anche in relazione ad un evidente contrasto rispetto ai princìpi del diritto europeo vigenti in materia (come del resto ritenuto anche dal Comune di Castel
Volturno che ha espressamente ritenuto non valida la concessione de qua) e, in modo particolare, rispetto a princìpi di libertà di stabilimento, di non discriminazione e di tutela della concorrenza riconosciuti ad applicati da tutti i Paesi dell’Unione Europea”.

Pertanto, sulla base del quadro indiziario fornito dagli inquirenti, la procura ritenuto sussistente l’occupazione abusiva dell’area demaniale da parte della Società e richiesto l’adozione del provvedimento cautelare del sequestro preventivo.

“Un tale intervento – spiega Troncone – è stato reso necessario al fine di impedire la prosecuzione del reato previsto dall’art. 1161 del Codice della Navigazione e, conseguentemente, l’indebito sfruttamento
economico del bene pubblico in danno della sana concorrenzialità del mercato”.

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