Casta Regione Campania, tutti i vitalizi: senza tagliarli rischia un salasso da 150 mln

Ogni anno costano 10,7 mln i 232 assegni erogati ad ex consiglieri, governatori e assessori. Il M5S deposita una proposta di legge regionale per una sforbiciata del 50%, destinando i risparmi a politiche sociali o ambientali. Ed elegge il “podio”: a Bassolino 83.916 euro netti l’anno; all’ex deputato Cola 3.300 euro al mese per un anno in consiglio; l’ex ministro Zecchino percepisce tre vitalizi

La Regione Campania rischia un taglio da 150 milioni nei trasferimenti statali, se entro il 31 maggio non si adegua alla norma nazionale sul taglio dei vitalizi. E il M5S lancia una proposta di legge regionale, per evitare il salasso: basta sforbiciare metà della spesa negli assegni agli ex consiglieri, governatori e assessori. Ogni anno, i 232 vitalizi costano 10,7 milioni alla Regione. Sono 172 assegni erogati ai politici, a cui se ne sommano 60 di reversibilità. “Un privilegio della casta” ripetono i consiglieri Maria Muscarà, Gennaro Saiello e la firmataria del testo Valeria Ciarambino, in conferenza stampa. I grillini eleggono il loro podio dei “campioni del vitalizio”: l’onnipresente Antonio Bassolino (83.916 euro netti l’anno); Sergio Cola, avvocato-ex deputato di An, titolare di un mensile da 3.300 euro per un anno da consigliere; l’ex ministro dell’istruzione Ortensio Zecchino, percettore di tre vitalizi. E infatti, uno dei temi è proprio il cumulo dei ricchi assegni. La proposta di legge ne impone il divieto, oltre a fissare l’età dei fortunati “pensionandi” in 66 anni (ora è a 60 anni). Per avvicinarli, ma solo un po’, alla categoria dei cittadini normali, vessati dall’incubo-Fornero. Si dispone anche la sospensione del vitalizio agli assessori in carica, e la soppressione del
contributo annuale (30.000 euro) all’associazione ex consiglieri.

 

Ma la vera svolta, chiesta dal M5S, è il ricalcolo su basi contributive: i vecchi vitalizi regionali – per gli attuali, dalla scorsa legislatura, c’è già il contributivo – vanno commisurati a quanto versato, non all’indennità. Qualche esempio, su dati della Regione aggiornati a febbraio 2017: se passasse la proposta, l’ex assessore alla sanità Mario Santangelo scenderebbe da 6.660 euro netti mensili a 3.156; Nicola Imbriaco, ex consigliere Pci-Pds, da 6.660 a 2.291 al mese; Armando De Rosa, potente assessore Dc alla sanità e ai lavori pubblici, da 6.660 a 2.291; da 4.995 a 2.291 euro al mese calerebbe il vitalizio di Samuele Ciambriello, attuale garante dei detenuti della Campania, ex consigliere del Pds; da 3.718 a 1.428 euro quello di Marcello Chessa, ex consigliere dei Ds; da 4.678 a 1.510 Sandra Lonardo, ex presidente del consiglio in quota Udeur; l’assegno di reversibilità della vedova di Francesco Porcelli, vicepresidente socialista della Regione, calerebbe da 3.996 a 1.374 euro al mese. Un robusto taglio per tutti, ma comunque nessuno finirebbe in miseria. “Questa è una legge che – spiega la capogruppo Muscarà – è nel nostro dna, per la parità dei diritti dei cittadini, cancella un trattamento ormai insopportabile. Comporterà un notevole risparmio per le casse regionali e la fine dell’era della casta”. I circa 5 milioni di risparmi annuali, sarebbero da destinare a politiche sociali o emergenze ambientali. Il testo, inoltre, si incarica di cancellare la “riappropriazione privilegiata”. “Oggi nessun cittadino – afferma il M5S – può farsi restituire in un’unica soluzione i contributi versati. I consiglieri regionali della Campania invece possono scegliere se tenersi il vitalizio o farsi restituire tutti i contributi versati”. Ma il tempo stringe, per la Campania. La Conferenza Stato-Regioni, dal 3 aprile scorso, stabilisce che la nuova spesa per i vitalizi – aumentata del 26% – non possa superare l’ammontare odierno. “Con l’intesa raggiunta a livello nazionale – dice Ciarambino – in Campania andremmo a risparmiare il 20% circa del montante attualmente erogati. La nostra legge farà risparmiare fino al 50%. Una rivoluzione che andrà a colpire una casta per troppo tempo intoccabile nei suoi privilegi, difesa a spada tratta dall’attuale governatore che ha sempre fatto bocciare le nostre proposte di taglio dei vitalizi, introducendo una ridicola riduzione percentuale per la durata di tre anni”.

 

COSA PREVEDE LA LEGGE NAZIONALE. La legge di bilancio 2019 introduce il taglio dei trasferimenti alle regioni, nel caso in cui non procedano al ribasso dei vitalizi. Alle regioni inadempienti, viene inflitta una sanzione pari al 20% dei trasferimenti erariali, diversi da quelli destinati al finanziamento del servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e del trasporto pubblico locale.

Gianmaria Roberti

 


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