Fonti interne parlano di intese tra Acen, Cisl e Uil prima ancora dell’avviso pubblico
Nomi già scelti, equilibri sindacali precostituiti, e bandi che rischiano di essere poco più di un esercizio di forma. Chiusi i termini per la presentazione delle candidature per la direzione della Cassa Edile e del Formedil Napoli, emergono indiscrezioni che sollevano interrogativi sulle selezioni per i due enti strategici del settore delle costruzioni partenopee.
Secondo fonti interne, sarebbe già stato raggiunto un accordo tra l’Associazione Costruttori Edili di Napoli (Acen) e due delle tre sigle sindacali di riferimento, Filca Cisl e Feneal Uil, per designare i successori del manager Mattia D’Acunto, che ha ricoperto entrambe le cariche direttive per oltre tre anni.
Alla guida della Cassa Edile di Napoli dovrebbe insediarsi Diego Vivarelli, direttore uscente di Acen. Una scelta che, se confermata, rafforzerebbe ulteriormente il controllo dell’associazione dei costruttori su un ente che, pur essendo formalmente paritetico, risulta già presieduto da una figura espressione diretta di Acen stessa.
Al Formedil Napoli, invece, il nome indicato è quello di Francesco De Falco, attualmente direttore del Formedil di Caserta. Una candidatura che godrebbe del sostegno esplicito della Filca Cisl e della Feneal Uil.
Il bando, pubblicato tramite l’agenzia privata olandese Randstad, prevedeva una procedura formale con colloqui da remoto per i candidati ammessi alla fase finale. Tuttavia, secondo indiscrezioni raccolte da Il Desk, la decisione finale sui nuovi direttori sarebbe già stata assunta prima ancora dell’avvio dei colloqui. Una selezione in apparenza aperta e competitiva, che rischia nei fatti di ridursi a un passaggio burocratico.
A rafforzare questi dubbi, la natura dei requisiti richiesti: dettagli tecnici e criteri che – secondo più di un osservatore – sembrerebbero costruiti su misura per favorire determinati candidati. Non mancano, poi, le analogie tra i due bandi, come se fossero il prodotto di un’unica regia.
La designazione al Formedil appare particolarmente delicata. Il nuovo direttore, stando a quanto trapelato, dovrebbe gestire anche alcune “questioni organizzative” interne considerate spinose. In particolare, si fa riferimento alla promozione al 7° livello – senza limitazioni orarie – di una parente di un noto dirigente sindacale, nonché all’esternalizzazione di servizi di docenza e tutoraggio a favore di una società vicina a una sigla sindacale. Operazioni che rischiano di scatenare tensioni e sollevare dubbi di opportunità.
Formedil Napoli e la Cassa Edile non sono enti pubblici in senso stretto, ma godono di risorse pubbliche e contrattuali, operando di fatto come strutture parapubbliche. Il Formedil è accreditato presso la Regione Campania e spesso destinatario di fondi per la formazione professionale, mentre la Cassa Edile amministra contributi assistenziali e previdenziali ed è parte del sistema DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) insieme a INPS e INAIL.
Proprio per questo, sono sottoposti a norme sulla trasparenza, sull’imparzialità nelle selezioni e agli obblighi anticorruzione. Aspetti che rendono ancora più inquietanti le voci di “nomine pilotate” e “bandi preconfezionati”.
Nel silenzio assordante di chi avrebbe il compito di vigilare, il caso Cassa Edile-Formedil Napoli pone una questione più ampia: quella della reale democraticità nella gestione degli enti bilaterali. L’ombra di un sistema chiuso, autoreferenziale e opaco, in cui la meritocrazia cede il passo alla logica delle lottizzazioni, non può essere ignorata.
Se le indiscrezioni fossero confermate, più che una selezione, ci troveremmo di fronte a una messa in scena. E a farne le spese sarebbero ancora una volta la fiducia dei lavoratori, la qualità della formazione e l’integrità delle istituzioni.
Red

