Casa, lavoro e diritti invece di tagli e guerre: a Napoli il corteo “Puos ‘e sord”

La manifestazione di studenti, precari e antagonisti contro le politiche di governo e regione

NAPOLI – Una mobilitazione per un altro modello di sviluppo contro le guerre e i provvedimenti nazionali come JobsAct, Buona Scuola, SbloccaItalia. “Puos ‘e sord”, lo sbrigativo slogan del corteo a Napoli, partito da piazza Dante e terminato a Santa Lucia, sotto la Regione. In migliaia hanno sfilato tra disoccupati, studenti, precari.
“Molte realtà – affermano gli organizzatori –  comitati civici, sindacati di base, centri sociali, movimenti per la casa e contro la disoccupazione, collettivi studenteschi si sono riuniti per discutere un programma di coordinamento che attraversasse le mobilitazioni dell’autunno e preparasse alcuni appuntamenti comuni”.
Il Jobs Act, lo SbloccaItalia e la questione del commissariamento di Bagnoli, l’assenza di welfare lavorativo e studentesco e l’emergenza abitativa, le privatizzazioni dei beni pubblici, i tagli alle aziende partecipate, i licenziamenti e la precarizzazione i temi della manifestazione. “Sono temi centrali che non possono essere marginalizzati da chi invece decide di violare i ‘sacri vincoli di bilancio’ solo per finanziare le guerre”
In testa al corteo le carte di “Tressette del potere”: il dieci di denari era De Luca, il dieci di coppe il commissario di Bagnoli Nastasi, il dieci di spade Renzi e il dieci di bastoni il ministro Poletti. Una protesta “contro le politiche di austerity che la Regione Campania persegue da anni in continuità con i diktat della troika messi in atto dal governo Renzi e dai suoi predecessori. Finora  – dichiarano gli attivisti – la nuova giunta regionale di De Luca non ha fatto segnare un vero cambio di passo rispetto al bilancio disastroso della presidenza Caldoro. Obiettivo comune della manifestazione è stato perciò quello di rivendicare, a fronte dei tagli, politiche concrete per l’emergenza abitativa che registra numeri vertiginosi, il diritto all’acqua pubblica come stabilito dal referendum, interventi di sostegno al diritto allo studio, misure contro la disoccupazione e l’emarginazione sociale, una norma sul reddito minimo garantito… La Regione Campania, insieme al bilancio ordinario, gestirà miliardi di euro di fondi strutturali europei ed ha competenze su tutti questi temi. Riteniamo necessario che si apra un dibattito pubblico e partecipato”.

(Foto Block Bce/Fb)

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