Campania, la cricca dei rifiuti e del contrabbando: 69  misure cautelari

Operazione Guardia di Finanza, reati commessi nell’area portuale di Salerno 

Brillante operazione della Guardia di finanza, arrestate 69 persone tra le province di Salerno, Avellino, Caserta e Napoli. I reati contestati sono corruzione, peculato, falso, contrabbando e traffico internazionale di rifiuti. Sin dalle prime ore della mattinata, oltre 250 militari delle fiamme gialle, coadiuvati da 17 funzionari doganali, su disposizione della locale Procura un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di plurimi reati commessi nell’area portuale salernitana. Le 69 misure cautelari riguardano 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, un dipendente amministrativo in servizio presso la Procura Repubblica di Salerno, 10 soggetti privati e un militare della Finanza. Di questi 39 sono finiti ai domiciliari, per 21 è stato disposto il divieto di dimora a Salerno e per altri 9 è scattata la misura interdittiva del divieto di esercizio della professione. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, corruzione, favoreggiamento personale, falso, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a sistemi informatici, ricettazione, contrabbando e traffico internazionale di rifiuti. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Salerno Elena Guarino e dal procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale, ha consentito il sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre mille pannelli fotovoltaici e di circa 100 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva e destinati al continente africano. L’indagine, denominata “Tortuga”, è partita ad aprile 2018 in seguito a una segnalazione dell’Olaf, l’ufficio europeo antifrode, relativa a un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno e apparentemente destinato in Marocco. Gli accertamenti, come spiegato in videoconferenza dal procuratore Giuseppe Borrelli, hanno consentito di accertare come il transito, riguardante oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, era giunto solo apparentemente negli spazi doganali per la successiva esportazione in quanto, con il coinvolgimento di funzionari doganali, era stato registrato fittiziamente in uscita dall’Ufficio doganale di Salerno laddove era stato immesso illecitamente sul mercato. Il tutto ha provocato un’evasione dei diritti doganali stimata in oltre un milione e 200mila euro. Fondamentali ai fini investigativi sono risultate le intercettazioni telefoniche e ambientali audio/video all’interno degli uffici doganali.

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