Campania, formazione professionale: la Regione spende 20 milioni l’anno per corsi che non producono lavoro

Enti, agenzie, fantomatici “Centri sperimentali di sviluppo delle competenze”  si tramutano in spreco di denaro pubblico

La Regione Campania continua a  bruciare quattrini tra enti regionali di formazione professionale, consorzi di bonifica, enti strumentali e bilaterali. Siccome la formazione è d’obbligo, vengono organizzati corsi per asfaltare dipingere staccionate in partnership anche da enti di Formazione professionali regionali, Anas e altri enti para regionali. E c’è una cosa ancora più importante: i corsi di formazione non sono finalizzati e non si traducono in nuovi posti di lavoro. E il governo regionale non ha mai fatto valutazioni, effettuato controlli per verificare se i disoccupati iscritti, pagati con fondi comunitati e nazionali, trovino poi lavoro grazie a quei corsi. 

Per coprire il fallimento dei corsi di formazione l’assessore Marciani attacca penosamente il reddito di cittadinanza

Publiée par Marì Muscarà M5S sur Vendredi 6 décembre 2019
Video postato su facebook dalla consigliera Muscarà al termine del question time tenutosi nel consiglio regionale della Campania

La “questione formazione professionale” è stata discussa in consiglio regionale per merito del Movimento 5 Stelle che ha presentato un’interrogazione consiliare. I componenti del governo di via Santa Lucia non hanno risposto in maniera soddisfacente. Significative le dichiarazioni della consigliera pentastellata Maria Muscarà. “De Luca non perde tempo a mortificare il reddito di cittadinanza che ha restituito dignità a 170 mila famiglie in Campania e a 2,5 milioni di nuclei in tutto il Paese, ma l’unica misura che ha messo in campo per fingere di incentivare le politiche occupazionali è una formazione da 20 milioni l’anno per progetti inutili che non hanno prodotto un solo posto di lavoro. Basti citare il caso di una ultracinquantenne a cui è stato proposto un corso per operatrice di muletto, con la consapevolezza che un’azienda difficilmente la prenderà mai in considerazione per una mansione di quel tipo. Senza scordare il caso dei corsi di inglese o informatica dalla durata così esigua da rendere impensabile una prospettiva occupazionale o i corsi di formazione reiterati per i duemila Apu già formati da anni” – ha dichiarato Muscarà, a margine del question time in aula. “Interrogata sulla questione – sottolinea Muscarà – la giunta, rappresentata in aula dall’assessore Marciani, si è limitata a un mero elenco di enti di formazione e a dare cifre che per nulla corrispondono alla realtà della regione con uno dei più alti tassi di disoccupazione in Europa. Per poi riportare il verbo del padre padrone De Luca e attaccare il reddito di cittadinanza, la prima vera misura di politica attive del lavoro e che ha già dato un’occupazione stabile a 18 mila persone, offendendo chi grazie a questo provvedimento può finalmente mettere un piatto a tavola”.

Il sistema formazione professionale in Campania. Enti, agenzie, pseudo borse lavoro nazionali e corsi accreditati, fantomatici “Centri sperimentali di sviluppo delle competenze”  finanziati  dalle casse pubbliche.  Miliardi di euro polverizzati in centinaia di migliaia di  progetti di formazione privi di qualsiasi seria valutazione. Per un ente di formazione, è facile ottenere un finanziamento pubblico: basta raccogliere un certo numero di disoccupati, contattare dei docenti e proporre un progetto formativo alla Regione, senza bisogno di dimostrare che in passato un corso simile ha dato risultati o di conoscere quantomeno cosa cercano le imprese di quel territorio. E poi ci sono le truffe vere e proprie:  fatture fittizie o gonfiate per servizi mai forniti sui corsi di formazione. Per non parlare dei giovani sfruttati con rapporti di lavoro veri e propri, gratuiti e senza contributi, spacciati per tirocini: 500 euro al mese di compenso, quasi sempre pagati in ritardo, e poi alla scadenza dei sei mesi vengono lasciati a casa e viene preso un nuovo tirocinante. 

assessore alla formazione professionale chiara marciani

I corsi di formazione alimentano anche clientele e sprechi: tutor e docenti pagati profumatamente a peso d’oro, pranzi, pranzetti e gadget che costano tantissimo. Emergono molte responsabilità e complicità. Responsabilità e complicità che coinvolgono anche associazioni imprenditoriali e  sindacali che in alcuni enti bilaterali accreditati svolgono il ruolo di gestori. Enti bilaterali previsti dai contratti nazionali di lavoro dovevano assumere un ruolo di mutuo soccorso per le imprese e i lavoratori.

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